16 novembre 2018
Aggiornato 17:00

Salvini risponde agli attacchi della Chiesa: «Eppure non ho un dossier sui preti pedofili...»

Il ministro dell'Interno in una lunga intervista al sito cattolico conservatore La Nuova Bussola quotidiana. «C'è un pregiudizio che non mi spiego»
Matteo Salvini durante il question time al Senato, Roma, 26 luglio 2018
Matteo Salvini durante il question time al Senato, Roma, 26 luglio 2018 (ANSA/ANGELO CARCONI)

ROMA - Ha scelto un sito di informazione cattolico e conservatore - La Nuova Bussola quotidiana - per rispondere agli attacchi arrivati da Famiglia Cristiana e Avvenire. E lo ha fatto nel suo stile: con critiche pungenti. Matteo Salvini non si spiega il perché di questo astio da parte del mondo cattolico. In fondo «non ho neanche mezzo fascicolo sul tavolo contro la Chiesa». Il riferimento è all'ipotesi, avanzata dal quotidiano La Verità, che il ministro dell'Interno abbia tra le mani un dossier relativi a corruzione finanziaria, otto per mille e preti pedofili che potrebbe mettere nei guai la Chiesa. «Non ho né fascicoli, né dossier. E neanche mi accodo a coloro che ritengono che vogliano proteggere quella parte minoritaria del mondo cattolico che sull'immigrazione ci ha costruito un business. Non voglio pensare che sia così. C'è però un pregiudizio di fondo evidente che non mi spiego, ma me ne faccio una ragione. Il bello è che dopo la copertina di Famiglia Cristiana e gli attacchi di Avvenire mi hanno scritto una marea di uomini e donne di Chiesa, con nome, cognome, indirizzo, invitandomi ad andare avanti così. Anche preti e vescovi». 

«Ho nomi e cognomi»
Però, spiega Salvini, «la cosa che mi ha colpito è questa: tutti si sono firmati - anche perché le lettere anonime non le prendo neanche in considerazione - ma tutti con preghiera di riservatezza per evitare problemi. Questo mi ha davvero sorpreso. In politica ci sono abituato, ma in un mondo che dell'apertura, del dialogo, della sobrietà fa un suo modo d'essere, non mi aspettavo ci fosse un clima di questo genere».

L'alleanza con i 5 stelle
Quella tra Lega e 5 Stelle, ha poi spiegato Salvini, «è un'alleanza nata in maniera particolare: movimenti diversi, storie diverse, culture diverse. Un'alleanza di cui sono pienamente soddisfatto, che rifarei domattina, con un contratto di governo che su alcuni temi sensibili non ha scritto nulla perché abbiamo posizioni diverse». Poi si passa ai temi cosiddetti «antropologici» e, in particolare, sul fatto che «nella passata legislatura sono state approvate leggi pessime», sulle unioni civili e sul testamento biologico, «che ora fanno il loro corso». 

L'impegno su vita e famiglia
La Lega, risponde Salvini, «è per la libertà di educazione, per il diritto alla vita, per la difesa della famiglia naturale. Ma siccome i nostri alleati su questo non sempre la pensano come noi, accontentiamoci che non vengano fatti altri danni. In certi campi meglio non fare niente che fare danni». Poi - prosegue Salvini - «nella suddivisione del governo, abbiamo scelto il ministero della Famiglia e della disabilità; il ministero dell'Interno, che si occupa anche di discriminazioni e tematiche gender; il ministero dell'Istruzione per dare una chiara impronta alla libertà di educazione e al rispetto di alcuni princìpi. Quindi nei limiti del contratto, rispettando le sensibilità diverse, cerchiamo di tenere alti alcuni princìpi».