18 novembre 2018
Aggiornato 18:00

Torino, sgomberata la prima palazzina dell'ex villaggio Olimpico

I 90 immigrati trasportati negli appartamenti messi a disposizione dalla Diocesi. Salvini: «Avanti così! Dalle parole ai fatti»

TORINO - «Nuovo sgombero di immigrati dal Moi, l'ex villaggio olimpico di Torino. Avanti così! Dalle parole ai fatti». Così il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ha 'salutato' lo sgombero di una palazzina occupata da un'ottantina di migranti nell'ex villaggio Olimpico di Torino. Si tratta della prima delle quattro palazzine della struttura: in tutto al suo interno c'erano una novantina di persone, tra cui otto bambini. Tutto è iniziato intorno alle 4: gli immigrati sono stati fatti uscire e poi portati negli appartamenti messi a disposizione della Diocesi di Torino e da una serie di cooperative.

Il progetto del Comune di Torino
«Da questa mattina alle 6 gli occupanti della palazzina marrone stanno lasciando l'immobile per recarsi nelle strutture di accoglienza a loro dedicate, previste dal progetto interistituzionale 'Moi: migranti, un'opportunità di inclusione'» ha annunciato la sindaca Chiara Appendino. «Esprimo soddisfazione per il lavoro raggiunto oggi, tappa importantissima rispetto a una priorità di questa amministrazione, tenere insieme due diritti fondamentali, da una parte quello di vita dignitosa delle persone, dall'altra la necessità di restituire alla proprietà le palazzine che per troppi anni sono state lasciate occupate».

Un risultato, tre messaggi
«Il risultato raggiunto oggi» ha spiegato la sindaca di Torino «porta tre messaggi importanti. Il primo è che problemi complessi richiedono soluzioni complesse. Non esistono interventi radicali costruiti in poche ore ma servono percorsi. Il secondo messaggio è che i problemi complessi si risolvono lsolo avorando tutti insieme, in maniera interistituzionale, a prescindere dal colore politico». In questo caso gli attori in campo «non sono stati solo Regione, Comune e Ministero dell'Interno» ma anche «la Diocesi e il privato sociale. Insieme abbiamo costruito la soluzione, grazie a un lavoro di squadra. IL terzo messaggio è il rapporto tra diritti e doveri. Non si può pensare di non mantenere un equilibrio tra le due questioni».

La situazione
Come spiega il Diario di Torino, ora restano tre palazzine da sgomberare e da settembre l'amministrazione riprenderà il dialogo con gli altri soggetti per portare avanti il progetto iniziato. «L'obiettivo è liberare tutte le palazzine entro il mandato», ha detto Appendino che ha ricordato come siano occupate dal 2013. «Abbiamo ancora un triennio davanti, faremo le cose fatte bene e con calma come avvenuto per la prima palazzina», ha aggiunto l'assessore al Welfare Sonia Schellino, «un minimo di flessibilità ci sta però: prima vengono le persone e poi i tempi».