19 agosto 2018
Aggiornato 10:00

Salvini condanna l'aggressione a Osakue, ma per la sinistra è colpa sua

Il ministro dell'Interno contro la violenza subita dall'atleta italiana di colore. Dal Pd, da Cgil e da Possibile piovono attacchi nei suoi confronti: «Scandaloso»
Daisy Osakue, la giovane atleta di origine nigeriana ferita ad un occhio lanciato da un'auto in corsa a Moncalieri
Daisy Osakue, la giovane atleta di origine nigeriana ferita ad un occhio lanciato da un'auto in corsa a Moncalieri (ANSA/ALESSANDRO DI MARCO)

ROMA«Ogni aggressione va punita e condannata, sono e sarò sempre a fianco di chi subisce violenza. Di certo l'immigrazione di massa permessa dalla sinistra negli ultimi anni non ha aiutato, per questo sto lavorando per fermare scafisti e clandestini. Emergenza razzismo in Italia? Non diciamo sciocchezze, ricordo che solo negli ultimi tre giorni, nel silenzio generale, la Polizia ha arrestato 95 immigrati, mentre altri 414 sono stati denunciati». Lo ha affermato in una dichiarazione il vicepremier e ministro dell'interno Matteo Salvini, segretario della Lega. All'atleta Daisy Osakue il ministro augura inoltre «una veloce guarigione. Spero di incontrarla e vederla gareggiare il prima possibile», ha aggiunto.

Martina: Spirale razzista
Eppure c’è chi considera le dichiarazioni del ministro dell'Interno Matteo Salvini a proposito di quello che sta accadendo nel Paese, dove si registrano episodi di intolleranza nei confronti degli immigrati, «del tutto inaccettabili e scandalose». Questa la posizione del segretario dem Maurizio Martina a conclusione della segreteria nazionale del Pd che si è svolta presso la scuola calcio Arci di Scampia a Napoli. «Questa spirale razzista è spesso alimentata anche da dichiarazioni e posizioni politiche che loro – ha aggiunto riferendosi agli esponenti del governo – aiutano ed enfatizzano e su cui lavorano giorno per giorno nelle battute che fanno e nella propaganda che utilizzano. Se non denunciano chiaramente il problema che l'Italia sta vivendo dal punto di vista della spirale razzista, che non va sottovalutata, sono complici». Martina ha poi lanciato un messaggio ai «tantissimi che non rinunciano», sostenendo che occorra «mobilitarsi per costruire un percorso aperto e per non sottovalutare i tanti casi a cui assistiamo tutti i giorni, ne va della tenuta civile e democratica di questo Paese – ha ribadito – le dichiarazioni semplificatorie di circostanza di un ministro che deve lavorare a risolvere sono molto preoccupanti. Certe derive – ha concluso – fanno male agli italiani».

Camusso: Silenzio inaccettabile
Dalla sinistra del Partito democratico i toni usati sono ancora più decisi: «È insopportabile e inaccettabile il silenzio di governo e ministro dell'Interno sugli omicidi, gli attentati, i pestaggi e gli oltraggi nei confronti degli stranieri – così il leader della Cgil, Susanna Camusso sulla diffusione nel paese di un clima di intolleranza e razzismo – La Cgil nazionale – ha detto Camusso in un tweet usando l'hashtag #restiamoumani – è pronta ad assumere iniziative di difesa e tutela dei nostri nuovi cittadini». Le fa eco il fondatore di Possibile, Giuseppe Civati: «Salvini dice che il suo modello non sono gli Stati Uniti di Trump: ha ragione, il suo modello è l'Alabama degli anni Sessanta, con aggiunta di citazioni fasciste, di falsità a ogni occasione, accompagnate da parole che vengono dalle stagioni più buie della storia italiana recente. Chiediamo alle opposizioni di portare in Parlamento una discussione che non è più rinviabile, sul ruolo e sull'operato del ministro della propaganda. Tutto è legato al colore della pelle, all'insegna del razzismo più schifoso e la vicenda di Daisy Osakue, atleta della Nazionale, lo dimostra fino all'estremo. Che Conte e Di Maio – conclude Civati – non abbiano nulla da dire non stupisce: il cinismo finora ha portato loro fortuna. Ma almeno ci risparmino le cialtronerie: non siamo noi a voler attaccare Salvini, come ha dichiarato il suo collega, è Salvini a attaccare a ogni occasione tutti i suoi nemici e altri, che si sentono coperti politicamente, a fare il resto. ‘Legge e ordine’, dicono. Proprio ciò che questo governo non riesce a tutelare».