21 ottobre 2018
Aggiornato 16:00

Salvini lavora al 'suo' decreto sicurezza: «Niente asilo politico a chi commette reati»

Il ministro dell'Interno dopo l'incontro con la sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha comunicato le sue linee programmatiche alle Comissioni Affari Costituzionali
Matteo Salvini durante l'audizione in Commissione Affari Costituzionali Camera e Senato. Roma, 25 luglio 2018
Matteo Salvini durante l'audizione in Commissione Affari Costituzionali Camera e Senato. Roma, 25 luglio 2018 (ANSA/CLAUDIO PERI)

ROMA - Prima l'incontro con Virginia Raggi, sindaca di Roma. Poi le comunicazioni sulle linee programmatiche del suo dicastero in un'audizione davanti alla Commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato. Matteo Salvini ha comunicato, in queste due occasioni, di aver iniziato a lavorare a un «decreto sicurezza» che «permetterà anche di bloccare domanda di asilo a chi commette reati, perché oggi la legge, eccetto che in alcuni casi, consente a delinquenti stranieri di continuare a chiedere e ricevere 'protezione' a spese degli italiani». Davanti all Commissoni Affari costituzionali ha voluto po sottolineare come «si è consolidata, anche con l'insediamento del nuovo Governo, la tendenza che vede una diminuzione degli sbarchi di migranti nel nostro paese, registrata nel primo semestre di quest'anno dal primo giugno, quando si è insediato questo Governo» ha ricordato Matteo Salvini,  «questa tendenza si è consolidata e sono sbarcate 4.777 persone contro i 38.220 del 2017 con una riduzione dell'86%. Numeri che restituiscono fiducia, ma permangono forti elementi di preoccupazione».

Il vero obiettivo: superare il modello Dublino
Ed eccoci all'obiettivo centrale de suo mandato di governo: «Superare il modello disegnato dal regolamento di Dublino». Ed è a tal fine che «ci impegneremo - garantisce il ministro dell'Interno e leader della Lega, «per superare l'attuale paradigma del sistema di asilo europeo superando il criterio del paese di primo ingresso, nella direzione di una responsabilità comune». Anche perché, aggiunge il ministro dell'Interno,  «le frontiere italiane devono essere considerate seriamente come frontiere non più solo nostre ma europee».

«Allo studio misure per ampliare reati espulsione» 
Il ministro ha quindi comunicato che «sono allo studio d misure sul piano normativo "volte ad ampliare la platea dei reati la cui commissione comporta il trasferimento in un Cpr, ai fini dell'espulsione». Altrettanto importante, aggiunge Salvini, «è l'implementazione delle misure, e delle relative risorse, per i rimpatri volontari assistiti (Rva). A tal fine, è stata avviata una capillare campagna di informazione indirizzata ai potenziali interessati alla misura, posta in essere anche attraverso la predisposizione di diversi progetti mirati, da finanziare con fondi europei (Fami): il primo di questi progetti è già operativo».

«Entro fine anno altri 400 posti nei centri per il rimpatrio»
«Entro l'anno» saranno riattivati nuovi centri di permanenza per il rimpatrio, per circa 400 posti, da realizzare attraverso la riconversione dell'ex carcere di Macomer (NU), il ripristino della funzionalità del centro di Modena e la riconversione di due centri di accoglienza per richiedenti asilo: il centro di Gradisca d'Isonzo e quello di Milano. «Per un'efficace politica di rimpatri - aggiunge Salvini - è necessario dare un forte impulso alla piena operatività dei Cpr, assicurando al più presto la completa ricettività delle strutture». I Cpr attivi sono 6 (Torino, Roma, Bari, Brindisi, Palazzo S. Gervasio (Pz) e Caltanissetta) per una disponibilità complessiva di 880 posti». Per il 2019 «verranno realizzati ulteriori centri ed individuati altri siti nelle regioni attualmente prive di Cpr, con le quali sono in corso le necessarie interlocuzioni nell'ottica di prevedere almeno una struttura per regione».

«Ispezioni contro gli abusi nel sistema accoglienza»
Nell'ottica di impedire «abusi e distrazioni delle risorse pubbliche impiegate nel sistema di accoglienza», proseguirà «l'attività di monitoraggio e controllo dei centri attraverso un fitto programma di ispezioni». Salvini ha sottolineato che «l'elevato numero di richiedenti asilo oggi presenti nelle strutture di accoglienza, in cui rimangono fino alla definizione dell'iter procedurale e processuale - circa 2 anni e mezzo - con significativi oneri a carico dell'Erario, richiede, a mio avviso, una rivisitazione del sistema di accoglienza, che comprenda anche la razionalizzazione dei servizi assicurati al migrante». Tale rivisitazione comprende «la necessità di ridefinire i servizi di prima accoglienza riservati ai richiedenti asilo, ferme restando le particolari misure da assicurare alle categorie vulnerabili e gli interventi di accoglienza integrata (Sprar), volti alla realizzazione di percorsi di inclusione sociale, tuttavia solo a favore dei migranti beneficiari di una forma di protezione internazionale e dei minori stranieri non accompagnati».

Il terrorismo
«Il fatto che l'Italia sia fino ad oggi rimasta immune da attentati di questa matrice, nulla toglie alla pericolosità della minaccia e ai rischi concreti cui il nostro paese è esposto, anche per il suo impegno in diversi teatri internazionali». Salvini ha spiegato che «il terrorismo fa leva su piccole cellule, i cui componenti si radicalizzano in poco tempo. Per questo sono monitorati alcune centinaia di soggetti nelle carceri che sono uno dei principali luoghi di radicalizzazione non va sottovalutata anche l'eventualità che i flussi migratori possano rappresentare il veicolo per l'arrivo di soggetti esposti a processi di radicalizzazione o infiltrati da organizzazioni terroristiche al fine di compiere azioni violente, anche in altri paesi».