25 settembre 2018
Aggiornato 04:30

Il Pd fa saltare l'accordo sulle Bicamerali. E Meloni si infuria

La scrivania del presidente del Senato, Elisabetta Casellati, resta quasi vuota: non arrivano nomi né da Fi, né dalla Lega, né da FdI, né dal Pd
Lorenzo Guerini (Pd), Paolo Romani (Fi) e Giorgia Meloni (FdI)
Lorenzo Guerini (Pd), Paolo Romani (Fi) e Giorgia Meloni (FdI) (ANSA/RICCARDO ANTIMIANI - ANSA/ANGELO CARCONI - ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

ROMA - Non c'è accordo sulle presidenze delle commissioni bicamerali: nel giorno in cui i gruppi avrebbero dovuto indicare i componenti di Copasir, Vigilanza Rai e Giunte, la scrivania del presidente del Senato, Elisabetta Casellati, resta quasi vuota: non arrivano nomi né da Fi, né dalla Lega, né da Fratelli d'Italia, né dal Pd. Su quella del presidente della Camera, Roberto Fico, invece mancano solo quelli dei dem. Poco dopo le 18, termine fissato per le designazioni, al posto dei nomi arriva una dichiarazione del presidente dei senatori Pd, Andrea Marcucci: "In assenza di accordo con le altre forze politiche sulle Presidenze di Commissioni di garanzia e delle Giunte di Camera e Senato abbiamo deciso, congiuntamente con il Presidente Delrio, di non provvedere alla comunicazione dei componenti del Partito Democratico nelle commissioni COPASIR, Vigilanza RAI e Giunta delle elezioni e delle immunità fino al momento in cui non vi sarà certezza del rispetto minimo del ruolo di garanzia delle opposizioni".

L'accordo c'era ma...
Le parole di Marcucci, spiegano fonti dem, sono concordate con Graziano Delrio, capogruppo alla Camera. E maturano nel pomeriggio di ieri quando intorno alle 16 si apprende che Fi, Lega e Fdi hanno comunicato alla Casellati che non daranno i loro nomi per le commissioni Bicamerali. "L'accordo c'era", spiegano le stesse fonti e vedeva Lorenzo Guerini alla guida del Copasir e Paolo Romani presidente della Vigilanza Rai. Ma la mossa dei gruppi del centrodestra ha insospettito Marcucci, che ha deciso con Delrio di bloccare tutto fino a quando non sarà chiaro che le due forze di governo - M5s e Lega - eleggeranno un Pd al Copasir.

Un veto del Carroccio?
Qualcuno in Fi parla di un vero e proprio "veto" del Carroccio di Matteo Salvini sui dem al Copasir ma a pesare è anche la richiesta di Giorgia Meloni di avere per sé la presidenza del Comitato. La leader di Fdi aveva tirato in ballo anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, chiedendogli via Twitter "una secca smentita" di una notizia del Fatto Quotidiano che ricostruiva un colloquio tra il capo dello Stato e i presidenti delle Camere parlando di un possibile stop del Quirinale all'ipotesi che il Copasir andasse a Fdi. Meloni aveva chiesto un rinvio della convocazione delle Bicamerali prevista per mercoledì 11. Un rinvio che a questo punto ci sarà.

"Pd arrogante"
Oggi sono convocate le conferenze dei capigruppo di Camera e Senato e, oltre al calendario delle rispettive assemblee, dovranno decidere anche uno slittamento dei due organi bicamerali: "Non possiamo convocarli forzatamente", spiegano fonti della presidenza di Montecitorio. E' altamente probabile anche che la seconda e la terza carica dello Stato facciano un appello alle forze politiche affinché la situazione si sblocchi. Nel frattempo Fdi attacca il Pd: "Non è mai capitato uno spettacolo così indecoroso col Pd, che dopo aver fatto incetta di poltrone nella scorsa legislatura durante la quale ha indecorosamente guidato l'Italia, ora si comporti con tale arroganza", dice Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera interpellato al telefono.