Italia | Terra dei fuochi

Benvenuto (Lega) al DiariodelWeb.it: «Terra dei fuochi, così affronteremo le ecomafie»

Il presidente della commissione Ambiente della Camera rilancia gli annunci del ministro Sergio Costa: «Una tematica importantissima per tutto il Paese»

ROMA«Chiedo il Daspo ambientale: chi ha inquinato se ne vada dalle nostre terre. Chiedo che anche alcuni reati ambientali (per esempio illecita gestione dei rifiuti e traffico non organizzato dei rifiuti), diventino delitti, con una pena più consistente. E chiedo una terza cosa: che il sistema di confisca applicato ai mafiosi venga applicato anche agli eco-mafiosi, che per me non sono solamente coloro che sono associati a un clan, ma sono coloro che hanno inquinato le nostre terre». Così Sergio Costa, che da comandante dei Carabinieri forestali è stato protagonista delle inchieste sulla terra dei fuochi, ha messo al centro del suo primo decreto da ministro dell'Ambiente proprio quel territorio, tra Caserta e Napoli, dove la camorra per anni ha seppellito e bruciato rifiuti tossici.

Alessandro Benvenuto, presidente della commissione Ambiente della Camera in quota Lega, come valuta il provvedimento annunciato?
Partiamo da un presupposto: è fondamentale dare una risposta e quindi è assolutamente positiva l'intenzione di risolvere le problematiche di quel territorio. In queste settimane abbiamo approvato proprio una tematica connessa: la commissione d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti, cosiddetta sulle ecomafie.

Anche sulle ecomafie il ministro Costa è stato particolarmente duro: ha chiesto l'equiparazione, anche in termini di pene, con le mafie vere e proprie.
Se l'illecito nasce dalla criminalità organizzata, bisogna agire in questo senso. Molti reati di questo tipo, in effetti, nascono proprio dall'infiltrazione dei clan. È giusto che esistano dei distinguo, ma laddove è accertato il legame con le mafie, il ministro Costa ha ragione.

Mi sta raccontando che la sua commissione è all'opera, quindi non è vero che il parlamento è fermo, come si sostiene.
La commissione Ambiente forse è l'unica che è partita in quarta, per affrontare il decreto terremoti. Sulle ecomafie, nel merito, eravamo tutti d'accordo, ma sugli eventi sismici domani esamineremo duecento emendamenti. Sul provvedimento, che permette di ottenere delle proroghe alle popolazioni colpite dal terremoto, è nato un dibattito tra i vari partiti. Ed essendo io un deputato neoeletto, che sta costruendo un suo staff in queste ore, è stata dura partire con così tanti provvedimenti, però sto facendo immediatamente esperienza e questo è un dato positivo.

Insomma, quando il decreto terra dei fuochi arriverà all'esame in commissione, ci possiamo aspettare che lei sia in linea con il governo.
Credo che la commissione si debba concentrare su questa tematica: non è importantissima solo per la sua ricaduta sui cittadini, ma anche per la correttezza istituzionale. Dobbiamo far capire quanto teniamo al nostro Paese: è una delle cose più importanti. Situazioni del genere ci rendono ridicoli.

Non è un tema che riguarda solo la Campania, ma tutta l'Italia.
E infatti la commissione d'inchiesta non riguarda solo un territorio, ma tutta l'Italia, perché il problema può esistere ovunque.