14 ottobre 2019
Aggiornato 00:00
Decreto dignità

Meloni: Di Maio marxista, la sua «annuncite» mi ricorda le slide di Renzi

La presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, attacca Luigi Di Maio in una intervista a Omnibus

La leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, e il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio
La leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, e il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio ANSA

ROMA - «Col Decreto Dignità la montagna ha partorito il topolino: per settimane abbiamo sentito parlare di abolizione dello spesometro, abolizione del redditometro e abolizione dello split payment, che era una battaglia di FdI. Nel decreto però il redditometro non è abolito, lo spesometro non è abolito e lo split payment è abolito ma solo per i professionisti. La 'annuncite' del decreto dignità mi ha ricordato le slide di Renzi». La presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, attacca Luigi Di Maio in una intervista a Omnibus.

Lotta alla precarietà?
Tra le cose che non tornano di questo Decreto Dignità - sostiene Meloni - c'è il tema della lotta alla precarietà: «E' sbagliato pensare che il lavoro si crei per editto o per decreto. Irrigidire le forme contrattuali non porta a contratti di lavoro migliori ma alla disoccupazione o al lavoro nero e per questo la ricetta per FdI è mettere le aziende in condizione di assumere e questo si fa abbassando la burocrazia, abbassando le tasse e con una giustizia che sia efficace e veloce», ha aggiunto.

Come la sinistra degli anni '80
La posizione di Di Maio, invece, ricalca quella del Partito della sinistra degli anni '80 secondo Meloni, tipicamente marxista: «Il lavoro esiste solamente in una determinata formula», «lavoratore e datore di lavoro sono due nemici», «bisogna bastonare il datore di lavoro per avere più lavoro». È falso, chiosa ancora Meloni: oggi, di fronte alla crisi economica, lavoratore e datore di lavoro sono sullo stesso piano e bisogna fare in modo che si prendano per mano e che insieme lavorino per rendere quell'impresa migliore. «Per questo la proposta di Fratelli d'Italia è la partecipazione dei lavoratori agli utili d'impresa», ha concluso.