26 giugno 2019
Aggiornato 08:00
Lavoro

Altro che reddito di cittadinanza: Grillo lancia il 'reddito universale'

Per il fondatore del Movimento 5 stelle il rischio è un futuro senza lavoro: «Le macchine ormai pensano, l'intero sistema potrebbe collassare»

Beppe Grillo durante il suo intervento dal palco della festa M5S a Roma
Beppe Grillo durante il suo intervento dal palco della festa M5S a Roma ( ANSA )

ROMA - A causa delle crescenti possibilità tecnologiche «potrebbe attenderci un futuro di alta disoccupazione. O quantomeno, potremmo affrontare sottoccupazione o redditi stagnanti, forse persino in diminuzione. E ovviamente, un peggioramento delle diseguaglianze. Molte persone saranno lasciate indietro. Dovremmo affrontare un problema di distribuzione del reddito». Lo scrive Beppe Grillo in un post sul suo blog, lanciando una proposta che va oltre il reddito di cittadinanza: «Se vogliamo risolvere questo problema alla fine dovremo trovare un modo per separare i redditi dal lavoro tradizionale. E penso che il modo migliore, più diretto, per riuscirci sia una qualche forma di reddito garantito o reddito di base universale».

Le macchine 'pensanti'
Grillo scrive: «Le macchine stanno iniziando a pensare. E non mi sto riferendo all'intelligenza artificiale della fantascienza; voglio solo dire che macchine ed algoritmi stanno prendendo decisioni. Stanno risolvendo problemi e lo fanno al nostro posto e cosa ancora più importante, stanno imparando. In effetti, se c'è una tecnologia che è davvero centrale in tutto questo ed è realmente diventata la forza trainante del processo, è l'apprendimento automatico (machine learning), che sta diventando una tecnologia incredibilmente potente. L'altro aspetto fondamentale da capire è che questo cambiamento non è assolutamente riservato ai bassi redditi, ai colletti blu, o a quelle figure professionali con livelli di istruzione relativamente modesti. Vediamo già un impatto sulle libere professioni, su persone come i contabili, gli analisti finanziari, i giornalisti, gli avvocati, i radiologi e così via».

«Redistribuire reddito non basta più»
«Il fondamentale problema è che il lavoro - scrive Grillo - è ad oggi il meccanismo primario di distribuzione del reddito. Non ne conosciamo un altro. Abbiamo unito il reddito al cibo e all'intera economia. E se vuoi una fiorente economia di mercato, servono molti consumatori che siano in grado di acquistare i beni e servizi. La mia opinione è che il reddito di base non sia una panacea, una soluzione che funziona da sola, ma è piuttosto un punto di partenza. Dovremo comunque immaginare che un futuro molto diverso da quello che avevamo in mente, dovremo affrontare il rischio che l'intero sistema collassi. Dovremo trovare un modo di costruire un'economia futura che funzioni per tutti, a ogni livello della nostra società, sarà una delle sfide più importanti da affrontare nei prossimi anni e decenni».