15 ottobre 2019
Aggiornato 03:00
Made in Italy

Così l'importazione dall'Asia sta uccidendo il riso italiano

La denuncia di Coldiretti: «Il riso asiatico 'a dazio zero' va fermato». E Salvini minaccia il blocco alle navi che importano prodotti 'killer' per il made in Italy

ROMA - Dopo la proposta/provocazione di Matteo Salvini - «Fermerò le navi con cibo importato dall'estero che imita e danneggia il made in Italy» - è arrivata la richiesta ufficiale della Coldiretti, che chiede di «stoppare le importazioni di riso asiatico a dazio zero che stanno facendo concorrenza sleale alle produzioni nazionali e comunitarie». A tal fine «deve scattare al più presto la clausola di salvaguardia prevista dall'Unione Europea» relativa alle importazioni di riso originario dalla Cambogia e dalla Birmania da dove nell'ultimo anno ne sono arrivati in Italia 22,5 milioni di chili. Una necessità, sottolinea la Coldiretti, «per fermare le importazioni di riso a dazio zero dai Paesi asiatici EBA ('Tutto tranne le armi') che nell'ultimo anno hanno dimezzato le quotazioni riconosciute agli agricoltori italiani su livelli insostenibili». L'obiettivo - precisa la Coldiretti - è di fermare la possibilità di esportare verso l'Unione Europea quantitativi illimitati di riso a dazio zero da questi Paesi perché la crisi dei prezzi mette a rischio la sopravvivenza e il futuro dell'intera filiera risicola europea. 

Nel mirino Cambogia e Birmania
Un passo importante ed urgente - sottolinea la Coldiretti - nei confronti dell'invasione da Paesi come la Cambogia e la Birmania da dove sono triplicate nell'ultimo anno le importazioni in Italia di riso greggio raccolto anche sui campi della minoranza Rohingya costretta a fuggire a causa della violenta repressione. Un pacco di riso su quattro venduto in Italia - spiega la Coldiretti - contiene prodotto straniero con la produzione asiatica che rappresenta circa la metà del riso importato in Italia. Non c'è dunque tempo da perdere per salvare la risicoltura italiana da una situazione in cui nell'ultimo anno - continua la Coldiretti -i prezzi riconosciuti agli agricoltori italiani hanno fatto registrare contrazioni consistenti per le principali varietà di riso che vanno dal -58 % per l'Arborio al -57 % per il Carnaroli, dal -41 % per il Roma al -37% per il Vialone Nano. 

I numeri di una crisi drammatica
La crisi è dunque drammatica e mette a rischio il primato nazionale in Europa dove l'Italia - rileva la Coldiretti - è il primo produttore di riso con 1,50 milioni di tonnellate su un territorio coltivato da circa 4mila aziende di 234.300 ettari, «che copre circa il 50 % dell'intera produzione UE con una gamma varietale del tutto unica». Non è accettabile «che l'Unione Europea continui a favorire con le importazioni lo sfruttamento e la violazione dei diritti umani nell'indifferenza generale», ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che «è invece necessario che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri a tutela della dignità dei lavoratori, garantendo che dietro gli alimenti, italiani e stranieri in vendita sugli scaffali ci sia un percorso di qualità che riguarda l'ambiente, la salute e il lavoro, con una giusta distribuzione del valore». Bisogna fare presto - precisa Moncalvo - «per chiudere l'inchiesta e attivare la clausola di salvaguardia per affrontare concretamente una crisi che già da troppo tempo compromette il futuro di migliaia di risicoltori e delle loro famiglie».