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L'eurodeputato M5s Castaldo rivela cosa c'era dietro alla proposta di referendum sull'euro

L'uscita dalla moneta unica è "un'arma nucleare che nessuno ha intenzione di utilizzare" ha detto il vicepresidente del Parlamento Europeo

L'eurodeputato M5s Fabio Massimo Castaldo
L'eurodeputato M5s Fabio Massimo Castaldo (ANSA/FABIO CAMPANA)

BRUXELLES - L'uscita dalla moneta unica è "un'arma nucleare che nessuno ha intenzione di utilizzare». Lo afferma il vicepresidente del Parlamento Europeo, Fabio Massimo Castaldo, in un'intervista a Formiche.net. Per l'eurodeputato del Movimento Cinque Stelle la proposta di referendum sull'uscita dall'euro era volta a "provocare una reazione forte ed attirare l'attenzione sulla necessità impellente di riformare l'Eurozona». "I cittadini chiedono che l'Europa si interessi maggiormente di economia reale e diritti sociali e meno di banche e spread", sottolinea Morcone relativamente alle priorità italiane ai tavoli europei, e spiega che il reddito di cittadinanza è una di queste: "Lo scorso 6 ottobre il Parlamento europeo ha approvato il rapporto di Laura Agea in cui si chiede la possibilità di utilizzare il 20% dello stanziamento del Fondo sociale europeo per finanziare il reddito di cittadinanza. Anche in Italia. Metteremo sui tavoli che contano questa proposta, avanzata dall'unica istituzione europea democraticamente eletta. La lotta alla povertà e all'esclusione sociale deve essere una priorità assoluta".

Italia "campione della mediazione"
Sul programma di politica estera Castaldo ribadisce "in modo forte" la volontà di difendere il sistema di alleanze di cui facciamo parte, ma puntando a un'Italia che assuma sempre più il ruolo di "campione della mediazione». E sulla Russia, promette, "lavoreremo per gettare ponti con tutti i partner che possano aiutare a utilizzare il metodo del dialogo per compiere concreti passi in avanti nella risoluzione positiva delle crisi internazionali. Se parliamo, ad esempio, di Siria, Libia e Yemen non si può prescindere da un dialogo anche con la Russia, attore strategico per la stabilità di quei territori".

"Vogliamo ricollocamenti obbligatori ed automatici"
In vista della riforma del sistema di Dublino invece il vicepresidente del Parlamento Europeo chiede che gli sforzi fatti dai Paesi di primo ingresso - sia per quanto riguarda l'accoglienza che le attività di ricerca e salvataggio - siano debitamente riconosciuti: "Vogliamo ricollocamenti obbligatori ed automatici, senza soglie di attivazione o filtri, né controlli preventivi sul merito delle domande di protezione internazionale». E aggiunge: "Ci aspettiamo solidarietà piena dagli altri Stati membri, niente più e niente meno di quanto previsto dall'articolo 80 del Trattato (TFUE)». Sulla questione immigrazione tutti a parole riconoscono che l'Italia è stata lasciata sola e che ha sopportato un fardello enorme, "adesso ci aspettiamo i fatti".