26 settembre 2020
Aggiornato 10:00
Governo

Conte incassa il primo sì: il Senato ha votato la fiducia

Il Senato ha approvato la fiducia al governo di Giuseppe Conte

ROMA - Il Senato ha approvato la fiducia al governo di Giuseppe Conte. I voti favorevoli sono stati 171, i contrari 117, gli astenuti 25. I presenti erano 314, i votanti 313. La maggioranza era di 145 voti. La proclamazione del risultato da parte della presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati è stata accolta da un applauso. «I due leader delle forze della maggioranza hanno scritto nero su bianco, si sono assunti la responsabilità, se non riusciremo a realizzare le cose scritte se ne assumeranno la responsabilità, come io mi assumerò la responsabilità di non essere riuscito» ha detto il presidente del Consiglio nella sua replica al Senato. Conte ha quindi ribadito la «singolarità» data dal fatto che «anticipazioni da campagna elettorale vengono riportate in un contratto per iscritto». L'analisi del suo discorso la trovate qui.

Sullo spread
Poi una stoccata allo spread: «Abbiamo ben presente quali sono gli spauracchi, le indicazioni, lo spread. Però attenzione: non facciamo dello spread il nostro vessillo, sullo spread nascono le speculazioni finanziarie». «E’ legittimo o no rinegoziare le politiche economiche, dobbiamo rinunciare? Di questo discutiamo, se ci sarà margine lo vedremo, noi siamo determinati a farlo e chi esprima certezze sul punto è veramente curioso», ha aggiunto riferendosi alla politica europea.

Renzi: Conte è anche il nostro premier, no fiducia ma rispetto
Tra le tante reazioni pacata quella dell'ex premier Matteo Renzi: «Il presidente del Consiglio non avrà la nostra fiducia ma avrà sempre il nostro rispetto perché ci sono elementi che devono tenerci insieme: il rispetto dei ruoli del governo e dell’opposizione. E’ anche il nostro premier e la rispetteremo sempre dentro e fuori da quest’aula, quando porterà il tricolore al G7 e al Consiglio Ue di Bruxelles» ha detto il senatore ed ex segretario del Pd, nell’aula di Palazzo Madama. «La nostra opposizione – ha assicurato – non occuperà mai i banchi del governo in modo provocatorio, non insulterà mai sui social i ministri, non attaccherà mai le istituzioni del nostro Paese al grido ‘mafia, mafia’».