19 aprile 2021
Aggiornato 02:30
Gruppo Bilderberg

Nella Torino a 5 Stelle l'incontro a porte chiuse del gruppo Bilderberg

La conferenza si svolge a porte chiuse: i partecipanti sono liberi di utilizzare le informazioni ricevute, ma non può essere rivelata l'identità del relatore

TORINO - Bilderberg è diventato il «governo ombra mondiale», che decide, in totale segretezza, durante meeting annuali, come i suoi piani «per il controllo mondiale» debbano essere eseguiti attraverso misure progressivamente sempre più aggressive. Una volta sotto l'egida della «lotta al terrorismo», oggi chissà. Ogni nuova misura, vista da sola, può sembrare solo una sottile aberrazione, «ma l'intero insieme dei cambiamenti, come parte di un continuum in divenire, costituisce un percorso verso la schiavizzazione». Così descriveva alcuni anni fa il gruppo Bilderberg Daniel Estulin, affermato giornalista investigativo lituano ma spagnolo d'adozione, figlio di un dissidente russo finito imprigionato e torturato da agenti del KGB, cui si devono le rivelazioni su alcune delle realtà più inquietanti che agiscono nell’ombra e influenzano le politiche internazionali, dal Club Bilderberg all’Istituto Tavistock. Sul gruppo Bilderberg Estulin ha fatto un lavoro durato anni, utilizzando metodi simili allo spionaggio da Guerra Fredda e mettendo in pericolo la sua stessa vita per le tante minacce ricevute. 

Cos'è e come funziona
Il meeting, fondato da Rockfeller nel 1954, riunisce ministri, industriali, amministratori delegati di multinazionali e i vertici di numerose banche. Tutte personalità di spicco del mondo politico, economico, accademico e dei media. I partecipanti sono 128: due terzi vengono dall’Europa, il resto dall’America del Nord. Ebbene, la 66esima edizione del Club Bilderberg va in scena a Torino, al Lingotto di casa Agnelli, rigorosamente a porte chiuse secondo la regola di Chatham House: i partecipanti sono liberi di utilizzare le informazioni ricevute, ma non può essere rivelata l’identità del relatore. I partecipanti, grazie alla natura privata della conferenza, non sono vincolati dalle convenzioni dei loro uffici o da posizioni già concordate, dunque possono prendersi il tempo per ascoltare, riflettere e raccogliere idee. «Non c’è alcun risultato auspicato, non vengono presi verbali e non viene scritta alcuna relazione. Inoltre non vengono proposte risoluzioni, non si procede a votazioni e non vengono rilasciate dichiarazioni programmatiche» spiega Bilderberg nel suo statuto ufficiale.

Gli italiani presenti
Tra gli italiani a Torino, dal 6 al 10 giugno, nell’elenco ufficiale compaiono John Elkann, presidente di Fca e di Exor, la giornalista Lilli Gruber, il direttore generale della Banca d’Italia Salvatore Rossi e il segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin. Sono dodici gli argomenti chiave di discussione. Al primo posto il populismo in Europa, seguono la sfida della disparità, il futuro del lavoro, l’intelligenza artificiale. E ancora gli Stati Uniti prima delle elezioni di medio termine, il libero scambio, la leadership mondiale degli Stati Uniti e la Russia. Tra i temi anche il computer quantistico, Arabia Saudita e Iran, il mondo ‘post-verità’ e eventi attuali. Qualche anno fa le telecamere di La7 guidate da Gianluigi Paragone avevano provato ad avvicinarsi all'hotel che ospitava la conferenza, ma fu impossibile raccogliere qualunque tipo di informazione e di immagine.

La voce contro: Monica Amore
Ovviamente viene da chiedersi: chi paga? Nel sito ufficiale si legge che "i costi del meeting annuale sono responsabilità dei membri del comitato direttivo del Paese ospitante", e dunque dovrebbero essere i vari personaggi di cui sopra, di tasca loro. Il think tank d'ispirazione liberista, se così si può definire davvero, non piace a tutti, anzi. Tra le critiche più feroci quella di Monica Amore, consigliera della maggioranza 5 Stelle che governa Torino: «Si tratta di una élite chiusa di neo-oligarchie finanziarie dedite al neoliberismo più estremo, che nel mio immaginario ha sempre rappresentato l'arroganza propria del potere. Torino deve tornare ad essere la capitale dei diritti del lavoro e non la sede di coloro che, per tutelare i loro interessi, hanno fatto di tutto per comprimerli. Questo per me è inaccettabile».

La sindaca 5 stelle a braccetto con il Sistema Torino?
Dello stesso avviso la deputata di Fratelli d'Italia Augusta Montaruli: «Nonostante i tentativi di alcuni grillini di dissimulare, è evidente come la scelta del Gruppo Bilderberg di riunirsi nel capoluogo piemontese non sia casuale: qui il sindaco 5 stelle va a braccetto con il Sistema Torino. Quale location migliore?». Montaruli definisce «vergognoso» che un circuito di potere la cui finalità è «sostituirsi alle istituzioni bypassando il volere dei popoli» trovi ospitalità a Torino, e in Italia. «E' inquietante che non vi sia trasparenza sull'incontro. Già questo sarebbe più che sufficiente per diffidare un evento senza precedenti. Ferma l'opposizione di Fratelli d'Italia, i Cinque stelle ancora tentennano aumentando il danno penalizzando Torino».