23 ottobre 2018
Aggiornato 16:12

Alle 12 Conte al Senato, la fiducia nel pomeriggio: ecco i papabili viceministri e sottosegretari

Alle 12 a Palazzo Madama ci saranno le dichiarazioni programmatiche del presidente del Consiglio Giuseppe Conte
Il premier incaricato Giuseppe Conte
Il premier incaricato Giuseppe Conte (PROFILO FACEBOOK GIUSEPPE CONTE)

ROMA - Alle 12 a Palazzo Madama ci saranno le dichiarazioni programmatiche del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Nel pomeriggio si terrà il dibattito e il voto di fiducia che si concluderà entro le 20. Alle 13:30 il presidente del Consiglio consegnerà il suo discorso alla Camera, e dalle 14.30 inizierà il dibattito, di circa tre ore, per concludersi con il voto di fiducia entro le 20. Giovedì, il premier partirà per il G7 del Canada per il suo "battesimo" internazionale. A margine del summit Conte avrà anche i primi bilaterali con i leader esteri.

Le partite incrociate
Intanto tra i partiti si discute delle partite incrociate su viceministri, sottosegretari e capigruppo, presidenti e membri delle commissioni. «È una questione tecnica – ha spiegato il leghista Stefano Candiani al termine della conferenza dei capigruppo – non possiamo procedere alla composizione delle Commissioni prima che vengano nominati i sottosegretari e quindi se ne parlerà la prossima settimana. Intanto continuerà a lavorare la Commissione speciale per concludere il lavoro che le è stato assegnato». Dunque per prima cosa c’è da chiudere (rapidamente) la partita di viceministri e sottosegretari. L’intesa di massima è quella di ‘riequilibrare’ i ministri con profilo tecnico con esponenti politici di peso delle due forze di maggioranza. E mantenere anche un equilibrio politico all’interno del vertice del dicastero.

I nomi
A Palazzo Chigi, nel ruolo di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, c’è già Giancarlo Giorgetti, numero due della Lega, ma il M5s vorrebbe affiancarlo anche con un proprio esponente. Al Ministero degli Esteri Emanuela Del Re sembra in vantaggio su Manlio Di Stefano; al Viminale, come vice di Matteo Salvini, si gioca una partita intricata, con molti nomi in ballo ma poche sicurezze. Tra gli altri ci sono quelli di Fabiana Dadone (M5s) e Nicola Molteni (Lega), ma anche quello di Candiani, che potrebbe però anche prendere il posto di Gian Marco Centinaio come capogruppo a Palazzo Madama. All’Economia, altro dicastero chiave, la Lega avrebbe messo in campo due nomi (Alberto Bagnai e Claudio Borghi) e altrettanti il M5s (Laura Castelli e Stefano Buffagni). Una casella delicata e su cui la partita è ancora pienamente aperta è quella della delega alle Telecomunicazioni, che la Lega vorrebbe per un suo esponente, anche per evitare tensioni con l’alleato-separato Silvio Berlusconi. Ma i pentastellati non vogliono mollare.