21 luglio 2019
Aggiornato 19:30

Franceschini fa gli scatoloni, Boschi 'posta': il cambio di governo è social

L'ex ministro dei Beni culturali twitta una foto e commenta: «Tutto pronto per chi arriverà». Maria Elena Boschi saluta autoelogiando il governo Pd

ROMA - Ci siamo quasi. Tutto pronto a Palazzo Chigi e nei vari ministeri per il cambio della guardia. Su Twitter l'ormai ex ministro dei Beni Culturali ha pubblicato la foto mentre trasporta uno scatolone negli uffici al Collegio romano. «Chiuso anche l’ultimo scatolone. Tutto pronto per chi arriverà a guidare il ministero economico più importante del Paese». Un modo per salutare chi ha lavorato con lui, certo, ma al tempo stesso per continuare a reitare il monito da tempo ripetuto con forza: sulla cultura il nuovo governo non faccia passi indietro e «non vanifichi quanto di buono fatto dal Partito democratico in questi anni». Parole pronunciate lo scorso 10 maggio all'apertura della 31esima edizione del Salone internazionale del libro di Torino. Perché, secondo Franceschini, è «grazie al nostro lavoro» se il bilancio della cultura «è tornato a crescere in modo significativo. Le risorse sono aumentate e si è tornato ad assumere». Da qui l'appello alla Lega Nord e al Movimento 5 stelle, a Matteo Salvini e a Luigi Di Maio: «Non si interrompa questo percorso. Investire in cultura e conoscenza è una sfida per tutti, ma soprattutto per il nostro Paese».

Il saluto su Facebook di Maria Elena Boschi è, anche qui, un auto-elogio per il lavoro fatto prima nel ruolo di Sottosegretario. Al centro, i dati Inps sulle assunzioni e sulla bontà - secondo il Pd - del Jobs act: «Mentre l’Italia attende la nascita di un nuovo governo, ci apprestiamo a lasciare la guida del Paese con i conti in ordine e con numeri sull’occupazione ancora una volta positivi. Secondo l’INPS tra gennaio e marzo 2018 il settore privato registra un saldo positivo di quasi 400.000 unità. Ciò significa che le assunzioni hanno superato le cessazioni dei rapporti di lavoro, confermando un trend positivo avviato grazie alle misure adottate dai governi PD. Nel lasciare Palazzo Chigi, siamo orgogliosi per le tante persone che, grazie alle riforme di questi anni, hanno una possibilità di lavoro. I dati oggettivi raccontano più di molte parole».

Ed è sempre sui social che il Pd ha iniziato a fare opposizione. In prima fila tra i dem più attivi - su Facebook - il deputato Michele Anzaldi che ora pone la sua attenzione alle foto che ritraggono il premier incaricato Giuseppe Conte salire in taxi: «Conte inizia all'insegna della propaganda più becera e farlocca. Va in giro in taxi con al seguito ben tre auto di scorta, pensando quindi di prendere in giro gli italiani quando peraltro più di un romano sa che di solito gira in maserati o in jaguar». E ancora: «Annuncia risarcimenti - prosegue Anzaldi - ai truffati delle banche, quando i soldi e le leggi per quei risarcimenti, compreso il mandato all'Anac di Cantone per gli arbitrati, sono stati già messi in campo dai governi Renzi e Gentiloni, con 167 milioni di euro già liquidati per i risparmiatori delle 4 banche, 14mila istanze liquidate su 16mila arrivate, come certificano i dati del Mef. Altro che indipendenza e autonomia, con questi primi passi di bassa propaganda il premier incaricato dimostra tutta la sua sudditanza ai diktat di Lega e M5s».