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Contratto Lega-M5s, la firma è vicina: il primo passo sarà un referendum sull'Euro?

Beppe Grillo: «Pronti a mettere in discussione la moneta unica». Grazie al suo intervento superati gli ostacoli delle ultime ore tra Di Maio e Salvini

Matteo Salvini e Luigi Di Maio
Matteo Salvini e Luigi Di Maio (ANSA/ LAMI CARCONI/ANTIMIANI)

ROMA - Poche ore alla fumata bianca e alla tanto agognata firma sul contratto per il governo del cambiamento. «Tra oggi e domani si potrebbe chiudere, poi ci sono pochi punti» su cui devono «chiudere Di Maio e Salvini» ma «una volta che si firma il contratto si parte». Danilo Toninelli, capogruppo per il Movimento 5 Stelle al Senato fornisce quelli che dovrebbero essere i tempi per la nascita dell'alleanza tra Movimento 5 stelle e Lega Nord. Che siamo nelle ore calde della trattativa lo conferma anche la Lega Nord: «Stiamo ragionando positivamente. Abbiamo fatto bei passi in avanti» ha spiegato Matteo Salvini. Si sarebbero infatti trovati gli accordi necessari per inserire nel contratto i due punti centrali sui quali Salvini e Di Maio erano - ormai possiamo parlare al passato - in disaccordo. Per quanto riguarda la Legge Fornero si è trovato un punto di incontro «su come smontarla»; sulla questione migranti nel contratto ci sarà «la difesa dei confini» e un ministro leghista a fare da garante. Secondo queste ricostruzioni, quindi, il ministero degli Interni dovrebbe andare alla Lega Nord. Di certo resta ancora da stilare la squadra dei ministri e, soprattutto, il nome del Primo Ministro e non è esclusa, al momento, l'ipotesi della staffetta.

Si chiude entro questa settimana
Domenica gli iscritti del Movimento 5 stelle sulla piattaforma Rousseau saranno chiamati a votare sul contratto per il governo del cambiamento e, nella stessa giornata, i militanti della Lega Nord si recheranno ai gazebo allestiti in decine di città italiane per dare il loro via libera alla nascita del governo Salvini - Di Maio. Queste scadenze indicano, necessariamente, che le trattative si chiuderanno entro poche ore con l'obiettivo, comunicato da Salvini, di andare a riferire al Quirinale prima di lunedì. Resta da capire se il Movimento 5 stelle sia favorevole all'ipotesi di un passaggio dal Capo dello Stato prima del voto online dei suoi iscritti o se preferirà prima far votare la base e poi andare da Mattarella. Nel primo caso, infatti, il rischio di uno stop da parte del presidente della Repubblica potrebbe costringere il Movimento 5 stelle a posticipare il voto online. Nel secondo caso, invece, Di Maio potrebbe farsi forte del voto "popolare" per fare pressioni sul Quirinale e, in caso di consultazioni negative, urlare al tradimento del volere cittadino.

Trattative salve grazie a Grillo?
Fonti interne al Movimento 5 stelle raccontano di un apporto di Beppe Grillo «fondamentale» per superare gli ostacoli dei giorni scorsi. Sarebbe stata soprattutto la sua presa di posizione fortemente anti-europeista a convincere Salvini a non abbandonare il tavolo per tornare al voto forte dell'appoggio di Silvio Berlusconi. E che Grillo abbia dettato una simile linea è stato palesato dai contenuti dell'intervista rilasciata dal comico genovese a Newsweeek che apre all'ipotesi di un referendum sull'Euro: «La nostra visione per l’Europa si ispira al modello svizzero di democrazia diretta. Siamo favorevoli a un referendum consultivo sull’Euro. Potrebbe essere una buona idea avere due Euro, per due regioni economiche piu omogenee. Uno per l’Europa settentrionale e uno per l’Europa meridionale». Quindi, l'analisi della situazione: «L’Unione europea in passato aveva molti meriti, ma ora è disfunzionale, ha bisogno di riforme» ha aggiunto il padre fondatore del Movimento cinque stelle. «Il Parlamento europeo non ha alcun potere, le decisioni sono prese dai commissari. E se si guarda a chi siede nelle commissioni, si trova un politico circondato da sette lobbisti. Indovina chi prende le decisioni?». Parole che suonano come musica alle orecchie di Matteo Salvini.

E anche Di Maio parla di Europa
Nella bozza ancora non definitiva del programma di governo in corso di definizione al tavolo Lega-M5S «ci sono i nostri valori fondanti, ci sono tutte le nostre battaglie storiche: abbiamo ottenuto grandi risultati»: lo ha affermato, conversando con i cronisti a Montecitorio, il leader del Movimento 5 stelle Luigi Di Maio, quasi a confermare le voci emerse in queste ore da ambienti grillini. Di Maio ha sottolineato che il lavoro del tavolo tecnico ha prodotto anche «innovazione sull'Europa. La Lega aveva delle ottime idee sulla delegazione tecnica» da affiancare alla politica «per trattare con l'Unione europea». In ogni caso, «se chiuderemo oggi avremo fatto in tempi record: in Germania ci hanno messo sei mesi, da noi sei giorni». Infine, a esplicita domanda «l'Italia presenterà richiesta di cancellazione a Bruxelles?» la risposta è sui contenuti, segno di quanto in queste ore si sia lavorato proprio sulla questione europea: «Il tema del debito (pubblico, ndr) è la ricerca di un modo per ridurlo, facendo investimenti e politiche espansive, visto che quello usato finora non ha funzionato e ieri abbiamo toccato un nuovo record storico».