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Governo al fotofinish: il premier sarà politico

Sul contratto “ci siamo”, ma sul nome del premier, M5s e Lega sono ancora alla ricerca della persona giusta

Il leader della Lega Matteo Salvini
Il leader della Lega Matteo Salvini (ANSA/FLAVIO LO SCALZO)

ROMA - Sul contratto «ci siamo», ma sul nome del premier, M5s e Lega sono ancora alla ricerca della persona giusta. Il punto è che dal Quirinale attendono una risposta, perchè domenica sera era la dead line fissata proprio da Luigi Di Maio e Matteo Salvini. E alla fine di una giornata di lavoro al «tavolo» fra le due delegazioni, il capogruppo del Carroccio al Senato, Gian Marco Centinaio, lascia ancora la pratica aperta. Il nome del premier, spiega, «lo decideranno Di Maio e Salvini; noi stiamo sul programma elettorale, che è praticamente definito. Ci sono alcune limature su alcuni punti, ma ci stiamo lavorando». La palla, quindi, è ai due leader, che devono sciogliere il nodo più delicato, quello sul quale si gioca il destino dell’intero negoziato: il capo del Governo. I due sono stati impegnati a proseguire il negoziato nello studio di un commercialista nel centro di Milano, lontano dal Pirellone, dove si sono svolti gli incontri «ufficiali» fra le delegazioni.

Di Maio ottimista: "Stiamo facendo la storia"
Le dichiarazioni – in verità solo dal lato Cinque Stelle – sono improntate all’ottimismo: Di Maio parla di «clima ottimo al tavolo», assicura che addirittura «stiamo facendo la storia». Poi ripete il refrain di questi giorni: «Parliamo di temi e non di nomi, prima voglio definire il cosa, solo dopo il chi». In realtà pochi minuti dopo fonti dei Cinque Stelle assicurano che «c’è una buonissima possibilità di convergenza anche sul nome di un premier terzo: è stato difficile, perché noi desideravamo molto Di Maio, la Lega Salvini, ma alla fine ci stiamo arrivando». Insomma, anche sul fronte del premier, ottimismo dispensato a piene mani. Che però confligge con la decisione annunciata contestualmente dalle stesse fonti, ovvero l’annullamento della partecipazione di Luigi Di Maio a ‘Che tempo che fa’». Presenza in cui – riferiscono anche dalla produzione del programma – Di Maio avrebbe dovuto sostanzialmente vendersi l’accordo fatto.

Proroga scaduta
È in questo contesto che dal Quirinale ribadiscono che il presidente Sergio Mattarella «attende una risposta» dal duo Salvini-Di Maio, visto che la proroga già richiesta arrivava appunto fino a domenica. Nulla di nuovo, e tuttavia – all’approssimarsi della scadenza – non si può non tenerne conto, almeno fino alla eventuale richiesta di una nuova proroga. Perché dice delle difficoltà che M5s e Lega stanno incontrando sul piano della composizione del governo, più che su quello dei programmi. E che alla Lega riassumono così: «Dobbiamo trovare una sessantina tra ministri, vice e sottosegretari. Poi ci sono i presidenti di Commissione… Servono almeno un centinaio di persone di un certo livello…». Tanto più, riconoscono gli stessi leghisti, dopo il richiamo di Mattarella sulle prerogative del Capo dello Stato. «Noi abbiamo difficoltà, visti i tanti parlamentari al primo incarico, ma i Cinque Stelle stanno ancora peggio». Il punto è che «noi ne siamo consapevoli, loro non tanto…».

Non un tecnico
Dalle parti dei Cinque Stelle ci si esercita invece sul tentativo di giustificare un premier ‘terzo’. Intanto si fa scendere la quotazione dell’ipotesi «rosa di nomi»: «Più probabile che sia un nome secco», dicono fonti pentastellate. E questo perché il premier tecnico – nella narrazione M5s – «non sarà un tecnico», nel senso che «non sarà una personalità slegata dai cittadini, ma sarà frutto dell’indicazione di M5s e Lega, avrà al suo fianco due capi politici come Di Maio e Salvini, a prescindere dal fatto che entrino o meno al governo, e soprattutto avrà un forte indirizzo politico e un accordo di governo stringente».