12 dicembre 2019
Aggiornato 22:00

La decisione di Mattarella: governo neutrale o voto anticipato

Il presidente al termine delle consultazioni: «L'esecutivo neutrale pronto a sciogliersi in caso di nascita di una maggioranza parlamentare»

ROMA - Al termine della giornata di consultazioni al Quirinale il presidente Mattarella ha riepilogato, in un intervento durato otto minuti, quanto accaduto dopo le elezioni del 4 marzo. Un intervento di scenario con il chiaro obiettivo di mettere i partiti spalle al volo e scaricare sugli schieramenti politici il peso della responsabilità della sua scelta. «L'Italia ha bisogno di un governo». Quindi, due strade. La prima: appoggiare un esecutivo neutrale «ma con pieni poteri», pronto a sciogliersi non appena in Parlamento verrà formata una maggioranza. La seconda: il ritorno alle urne, con tutti i rischi che ne conseguiranno. «Nel corso delle settimane scorse ho svolto una verifica concreta e attenta di tutte le possibili soluzioni in un Parlamento contrassegnato da tre schieramenti ognuno senza maggioranza. Due di essi dovevano trovare un'intesa». Chiaro il riferimento al Movimento 5 stelle e al centrodestra. «Tentativi non riusciti per una serie di indisponibilità, confermate questa mattina. Nel corso dei colloqui di oggi ho chiesto se vi fossero altre possibilità». 

Non c'è spazio per un accordo politico
Niente stretta di mano tra Salvini e Di Maio. A confermalo il presidente della Repubblica: «Non vi è alcuna possibilità di una maggioranza nata da un accordo politico. Esclusa la possibilità di un governo politoco di minoranza. Credo che sia più rispettoso che a portare alle elezioni sia un governo non di parte. Ringrazio comunque il premier del governo dimissionario Gentiloni. Quale che siano le decisioni che assumeranno i partiti, è doveroso dare vita a un governo. Continuo ad auspicare un governo con pienezza di funzioni, che permetta la Parlamento di svolgere le sue attività e di rappresntare pienamente l'Italia nelle decisioni da prendere in Europa». 

Non c'è più tempo. Serve un governo
Niente attese ulteriori, però: «Dai partiti nei giorni addietro è venuta richiesta di altro tempo per raggiungere un'intesa. Ma nel frattempo, in mancanza di accordi, consentano che nasca un governo neutrale, di servizio. Laddove si formasse nei prossimi mesi una maggioranza, quel governo si dimetterebbe per far posto a un governo politico. Qualora non si formasse questa maggioranza, il governo neutrale si concluderà a dicembre, per poi andare al voto». 

Voto anticipato «pericoloso»
L'altra ipotesi è un voto anticipato, «ma si è sempre evitato di votare in estate. Si potrebbe fissare il voto in autunno, con la preoccupazione di non avere il tempo di elaborare e approvare la manovra finanziaria. Va considerato anche il rischio ulteriore della speculazione finanziaria sui mercati internazionali. E anche che, a legge elettorale invariata, si riproduca la stessa attuale situazione. Va tenuto anche in debito conto i tempi minimi per assicurare la partecipazione alle elezioni. Sarebbe la prima volta nella storia della Repubblica che una legislatura si concluda senza essere neanche avviata. Scelgano i partiti, in parlamento, tra queste soluzioni alternative. Un governo neutrale ma pienamente in carica fino al fine anno o nuove elezioni subito».