18 agosto 2018
Aggiornato 08:30

Calenda: «Serve governo istituzionale. Il Premier? Sono scettico sui professori...»

Il Ministro: «Sono un po' scettico sui governi dei professori perché oggi la grande questione è gestire la realtà. In un governo con M5s Pd farebbe solo ruota di scorta»
Elsa Fornero e Mario Monti
Elsa Fornero e Mario Monti (ANSA)

ROMA - La soluzione allo stallo politico italiano è un «governo istituzionale aperto alla partecipazione di tutti i partiti». Lo ha detto il ministro Carlo Calenda a «1/2 ora in più». Un esecutivo, ha spiegato, «non necessariamente composto da figure riconducibili ai partiti. Non sto dicendo che è facile».
Calenda non si sbilancia sul nome del possibile premier, ma spiega: «Sono un po' scettico sui governi dei professori perché oggi la grande questione è gestire la realtà, la teoria economica ha mostrato un limite enorme nella gestione della realtà, che è molto più complessa. Il profilo può essere tecnico politico, cioè tecnici di area identificati dai partiti che lo sostengono, può essere un profilo politico, anche se la cosa al momento mi pare complicata».

In un governo con M5s Pd farebbe solo ruota di scorta
Il Pd non può fare un accordo con M5s perché finirebbe per essere solo la «ruota di scorta».
«Di Maio - ha spiegato Calenda - ha passato l'ultima legislatura a dire 'voi del Pd siete dei farabutti'. Un atteggiamento pericolosissimo, la superiorità morale, rende molto difficile una compatibilità».
«Poi - ha continuato - M5s ha una leadership carismatica, che non è Di Maio ma Grillo. In ogni passaggio importante dall'esterno della politica delle svolte». In questo contesto «il Pd potrebbe fare solo la ruota di scorta. Io non sono stato votato, non sono in Parlamento, ma ho fatto campagna per il centrosinistra e non saprei come spiegarlo a un elettore del centrosinistra». La responsabilità, conclude, «la devono avere tutti: un passo indietro per un governo istituzionale che rifletta la realtà: nessuno ha vinto. Certamente il Pd ha perso, ma nessuno ha vinto».

A Pd serve segreteria con Renzi, Gentiloni, Veltroni...
Il Pd dovrebbe dare vita a una «segretaria costituente» composta da tutti i leader del partito, da Matteo Renzi a Paolo Gentiloni, passando per Walter Veltroni e Enrico Letta. Serve un «organismo costituente e collegiale dove Renzi deve stare dentro. Renzi non ritirerà le sue dimissioni, perché ha il senso dell'onore. Ma una cosa è essere segretario e una cosa è essere in una segreteria».
Parlando dell'intervista che stasera Renzi concederà a Fabio Fazio, Calenda spiega: «E' importante che Renzi dica come la pensi. Io penso si dovrebbe fare una segreteria allargata che metta dentro Gentiloni, Renzi, anche Veltroni? non con i pasdaran, un luogo dove si parlino le anime del partito».
Calenda difende anche l'azione di Maurizio Martina. «Io penso che a Martina abbiano dato un compito improbo. Il suo ruolo, molto difficile, è traghettare il Pd verso il futuro. Sforzo che deve essere il più corale possibile. Io chiamerei anche Enrico Letta».

Santanché: Governo istituzionale non percorribile
Un governo istituzionale non vedrebbe l'appoggio di Fdi, secondo Daniela Santanché: «Qualcuno ricordi al ministro Calenda che non è stato il Pd a vincere le elezioni. La proposta di un governo istituzionale che il Pd dovrebbe lanciare, secondo il ministro, ai 5 stelle è una strada non percorribile. L'unica soluzione è un governo politico a guida centrodestra».