20 novembre 2019
Aggiornato 20:00

Salvini: «Non vedo l'ora di passare dalle parole ai fatti»

Il leader della Lega: «Voglio un esecutivo che rappresenti il voto degli italiani. Mattarella non permetta altre perdite di tempo». Gasparri: «Maggioranza perdenti manovra di palazzo»

Il leader della Lega, Matteo Salvini
Il leader della Lega, Matteo Salvini ANSA

ROMA - Quando Renzi e Di Maio «avranno finito il loro amoreggiamento, se gli andasse male, cosa che penso, io ci sono, se vogliono bussare alla porta del leader di centrodestra per parlare di programmi, quelli veri non quelli che cambiano». Lo afferma il leader della Lega, Matteo Salvini, lasciando la Camera prima di partire per il Friuli Venezia Giulia.
«Come rappresentante di tutto il centrodestra mi faccio garante del fatto che qualcuno nella coalizione la smetta di insultare, io voglio cominciare a lavorare», aggiunge.
«Voglio - insiste - dare un governo che rappresenti il voto degli italiani e farlo in fretta. E' un mese e mezzo che ripeto testardamente le stesse cose. Io non chiudo in faccia la porta a nessuno. Non ho forni o panini da offrire. Non vedo l'ora di passare dalle parole ai fatti».

Mattarella non permetta altre perdite di tempo
«Spero che il presidente della Repubblica non permetta che si perda altro tempo».
«E' un momento - spiega - in cui gli italiani chiedono alla politica di parlare poco e cominciare a lavorare senza pretendere posti e poltrone. E questo vale per tutti, per i 5stelle, per il centrodestra, per tutti».

Io ci sono
«Non vedo l'ora di passare dalle parole ai fatti, ancora per qualche giorno andrà avanti la telenovela Renzi-Di Maio, speriamo che non duri troppo. Secondo me sarebbe un governo irrispettoso per gli elettori di questi due partiti e per gli italiani in generale».
Quando Renzi e Di Maio «avranno finito il loro amoreggiamento, se gli andasse male, cosa che penso, io ci sono», aggiunge.

Gasparri: Maggioranza perdenti manovra di palazzo
«L'alleanza dei perdenti potrebbe anche raggiungere la maggioranza parlamentare, rispondendo a requisiti formali agli occhi della presidenza della Repubblica, ma la lesione del tessuto democratico sarebbe gravissima. L'opposizione sarebbe decisa, onnipresente, martellante, motivata, argomentata e vincente. Avendo il Parlamento come sede della rapida vittoria della democrazia sulla deprecabile ennesima manovra di palazzo. Di questo tutti devono essere consapevoli». Lo dichiara il senatore di Fi, Maurizio Gasparri.