13 dicembre 2018
Aggiornato 09:00

Salvini prova a restare zen. Ma a Berlusconi e Di Maio dice: smettetela di rompere le palle

Il leader del Carroccio sembra ormai aver perso la pazienza rispetto ai veti incrociati
Matteo Salvini all'apertura del Vinitaly 2018 a Verona
Matteo Salvini all'apertura del Vinitaly 2018 a Verona (ANSA/FILIPPO VENEZIA)

ROMA - La vicenda siriana «porta in chiave italiana una accelerazione nella formazionen del nuovo governo». Lo ha detto Matteo Salvini nel corso di una diretta Facebook. «Io – ha aggiunto – continuo a mantenere un atteggiamento zen, costruttivo, di buon senso» e quindi «non capisco gli insulti delle ultime ore. Non capisco Di Battista così come non capisco Berlusconi». Un governo, ha sottolineato Salvini, «deve nascere per dare risposte ai cittadini ma fino a che l’insulto viene riconosciuto, fino a che continueranno così non se ne esce, non si va lontano»«Smettetela con gli insulti, con le ripicche, con i veti, con le polemiche. Se ciascuno fa un passo a lato si costruisce» manda a dire, facendo in particolare chiaro riferimento alla polemica in corso in questi giorni tra Silvio Berlusconi e Luigi Di Maio (e Alessandro Di Battista). Il leader del Carroccio non ha dubbi, «c’è una vita reale che dice di smetterla e dice di pensare alla cancellazione della legge Fornero, all’immigrazione clandestina, all’emergenza lavoro, all’aiuto da dare alle partite Iva. Una vita reale che dice di smetterla di rompervi le palle, di rompere le palle. Sono ai limiti della pazienza – ha avvertito Salvini – o si parte e si costruisce o torniamo dagli italiani per un voto chiaro. E allora facciamo da soli».

Il Cavaliere bacchetta Salvini sulla Siria
Che tra Salvini e il Cavaliere le acque non siano per nulla calme è testimoniato anche dalle parole di Berlusconi, che attacca il leader del Carroccio sulla Siria: «In queste situazoni è meglio non pensare e non dire niente» ha detto il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi ha risposto parlando con i giornalisti a Campobasso a chi gli chiedeva cosa pensasse delle affermazioni di Matteo Salvini sul «grilletto facile» di Usa, Gb e Francia a proposito dell’attacco di stanotte alla Siria.

Casellati: il Paese è in affanno, spero una convergenza tra partiti
Scende in campo anche la neopresidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, che a «L’intervista» di Maria Latella su Sky TG24 dice: «Il nostro Paese richiede una soluzione ai problemi concreti. Non formare un governo significa determinare una situazione di stallo in un Paese in sofferenza, non è una situazione di stallo in un Paese che gode di una situazione florida da un punto di vista anche economico. Il nostro Paese è in affanno e quindi ci servono, servono ai cittadini, risposte concrete». «Certamente – ha aggiunto facendo riferimento «anche alla crisi siriana» – oggi il fatto di non avere un governo, ci pone un po’ in una situazione non favorevole a livello internazionale come Italia. Perciò è necessario anche per il rapporto con l’Europa che ci sia un governo».

Difficile dire no a Mattarella
Casellati, riferendosi alla possibilità che le possa venire affidato un mandato esplorativo dal capo dello Stato, ha innanzitutto ribadito che «se dovesse chiedermelo è chiaro che sarebbe difficile poter dire di no». Una missione, ha sostenuto, «difficile lo sarà certamente, se poi sarà impossibile saranno i fatti che lo diranno. Sarà tutta una situazione da verificare sul campo». Comunque, ha continuato Casellati, «facciamo un passo alla volta. Dico solo che io avrei personalmente preferito che una soluzione di questo genere non ci fosse, perché questo significherebbe, lo dico nell’interesse esclusivo dei nostri cittadini, che i partiti avrebbero trovato una soluzione rapida e quindi diciamo che la ragione avrebbe prevalso sul pregiudizio. Il mio auspicio – ha concluso – è che in questi giorni, anche di fronte a questi nuovi avvenimenti di carattere internazionale, i partiti si mettano intorno a un tavolo e trovino dei punti di convergenza per arrivare ad un governo».