24 settembre 2018
Aggiornato 22:00

Di Maio: Pd è fermo, invece con Salvini c'è sinergia istituzionale

Luigi Di Maio è netto parlando al Quirinale al termine del colloquio della delegazione del Movimento 5 stelle con il capo dello Stato, Sergio Mattarella
Luigi Di Maio dopo il secondo giro di consultazioni con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella
Luigi Di Maio dopo il secondo giro di consultazioni con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

ROMA - La crisi siriana e "le tante richieste che ci vengono dagli italiani impongono alle forze politiche una accelerazione nella formazione di un governo: non possiamo pensare più di perdere altro tempo». Luigi Di Maio è netto parlando al Quirinale al termine del colloquio della delegazione del Movimento 5 stelle con il capo dello Stato, Sergio Mattarella. "Deve essere chiaro - ha aggiunto - che dal primo giro delle consultazioni abbiamo proposto una soluzione a due forze politiche, la Lega e il Pd, con la stesura di un contratto di governo sul modello tedesco che metta al centro la soluzione dei problemi degli italiani». Di Maio ricorda di aver detto che avrebbe incontrato volentieri i due segretari delle due forze politiche, "ma ci siamo resi conto che c'erano evoluzioni in corso sia nel centrodestra sia nel Pd, quindi i tempi non erano ancora maturi. Allora abbiamo avviato un comitato scientifico per l'analisi dei programmi che portasse avanti i lavori istruttori in attesa dell'evoluzione politica nelle varie forze".

Con Salvini "sinergia istituzionale"
"Ho apprezzato - ha spiegato ancora Di Maio - le aperture da parte di autorevoli esponenti del Pd ma è chiaro che il Pd è fermo su posizioni che non aiutano. Nessuno però può sentirsi esente dalla responsabilità di dare un governo a questo Paese, soprattutto chi ha progettato la legge elettorale che ci ha condotti qui». Rguardo alla Lega invece - ha riconosciuto Di Maio - c'è una "sinergia istituzionale" che ha permesso di rendere operativo il Parlamento con l'elezione dei presidenti delle Camere, degli uffici di presidenza, dei presidenti delle commissioni speciali. E uno dei primi risultati di questa sinergia è l'istruttoria sui vitalizi.

Resta il veto a Berlusconi
Per superare lo stallo politico risultato dalle elezioni del 4 marzo "la soluzione investe Silvio Berlusconi, che dovrebbe mettersi di lato e consentire la partenza di un governo del cambiamento». "Altrimenti se ci si ostina - ha aggiunto facendo riferimento alla posizione unitaria del centrodestra - l'unica risposta nostra è quella che abbiamo sempre dato: non riteniamo possibile governare con 5 stelle e Forza Italia. Non comprendiamo come si continui a chiedere questa apertura impossibile». Ricordando di avere "dato due possibilità" di soluzione, cioè un governo col Pd o con la Lega, Di Maio ha concluso: "Lavoreremo per creare le condizioni per creare una maggioranza di governo ma con condizioni compatibili con i nostri valori e la nostra storia".