15 dicembre 2018
Aggiornato 02:30

Centrodestra instabile: Salvini verso il ritorno alle urne?

Se non si trova un accordo per fare il governo a causa dei veti dei Cinquestelle le vie sono solo due, dice Salvini
Il leader della Lega Matteo Salvini
Il leader della Lega Matteo Salvini (ANSA/ ANGELO CARCONI)

ROMA - "Se vuoi costruire non puoi metterti sul piedistallo e dire a mo' di Alberto Sordi 'io sono io e voi... siete poco». Parole dirette, schiette, quelle che il segretario della Lega Matteo Salvini ha rivolto al leader M5s Luigi Di Maio durante la conferenza stampa a Terni per la presentazione di Leonardo Latini a sindaco della città umbra. Se non si trova un accordo per fare il governo a causa dei veti dei Cinquestelle "le vie sono solo due: o le elezioni, dove, sentendo l'aria che tira, vinciamo da soli o, come extrema ratio, ci facciamo carico di tutto noi». Salvini continua a rassicurare tutti sulla sua volontà di "fare il possibile per dare un governo serio, onesto e concreto all'Italia": "Io ascolto tutti ma non ci facciamo mettere i piedi in testa da nessuno. Conto di tornare a Terni per festeggiare un sindaco in gamba e di tornarci da presidente del Consiglio".

Meloni riporta al centro il programma, e l'Europa
Ma la questione centrale sembra essere sempre la stessa: i veti e il programma. "Le questioni di programma sono il vero tema di tutto" commenta Giorgia Meloni in conferenza stampa alla Camera rispondendo a proposito della formazione del governo e delle possibili alleanze. "Si parla di persone ma nessuno parla di cosa fare. Io continuo a insistere su lavoro, sicurezza, taglio delle tasse, famiglia, immigrazione, di questo vorrei parlare: alla fine, di grazia, cosa siamo disponibili a fare insieme? Anche nel rapporto con l'Europa?». E sull'affermazione di Salvini che starebbe considerando anche un governo da solo la leader di Fdi rassicura gli alleati: "Ho letto Salvini anche io e penso che chiarirà meglio cosa intendesse dire, noi partiamo dal centrodestra che ha vinto le elezioni" e dal fatto che il "governo deve rappresentare i cittadini e deve essere scelto dai cittadini. Certo è difficile costruire una maggioranza ma quasi il 40 per cento degli elettori ha scelto il centrodestra e noi non prescindiamo dal presidente del Consiglio che deve essere di centrodestra e dalla coalizione». Poi Meloni torna su un altro nodo centrale della coalizione, l'Europa: "Questa Europa è fatta male, è sbagliata, è una specie di Frankenstein di organizzazioni internazionali, dobbiamo rivedere il peso dell'Italia, non siamo una nazione di passaggio, siamo il principale contributore netto rispetto al Pil, di questo dobbiamo parlare con chi vuole fare un governo con noi». "In Europa siamo noi che non siamo capaci a far valere i nostri diritti, basterebbe far valere la clausola di supremazia come fa la Germania. E' semplice, sono tutte cose che si possono fare, ne ho parlato con Mattarella la scorsa settimana". Ad esempio, ha concluso, "per me Orban è un modello, mentre per i Cinque stelle la sua vittoria alle elezioni è una vergogna".

Verdini: Salvini non romperà con il Cavaliere
All'interno dlla coalizione di centrodestra resta da capire se il leader del Carroccio sceglierà di rompere o meno l'alleanza con Berlusconi. Secondo Denis Verdini, intervistato da Il Foglio, non lo farà: "Se Salvini strappa con Berlusconi, per mettersi con Di Maio, mette in discussione il blocco solido del centrodestra. Quello che gli sarà utile alle prossime elezioni. E poiché non credo che Salvini sia uno sciocco, non lo farà mai». "Berlusconi non è un politico, ma una rock star", dice Verdini, di slancio. "Lui i voti li prenderebbe anche da morto", aggiunge. "E' uno che può fare mille sbagli, ma sta sempre lì, magari ammaccato, eppure con un pubblico di elettori che lo ama e lo odia, che lo vota o lo detesta per tifo. E questa cosa non finirà mai». A chi assomiglia Berlusconi? "A Elton John".

Centrodestra senza Berlusconi non esiste?
Prosegue Verdini: poiché Salvini è "capace di analisi politica, allora sa benissimo che il suo obiettivo politico è quello di portare la coalizione di centrodestra dal 37 per cento, fino alle vette del 40-41-42 per cento - spiega l'ex braccio destro del leader di Fi -. Una cosa che si può fare solo puntando ai voti 'di mezzo', cioè a quell'area mediana che votava Renzi, che ha votato la 'quarta gamba', che ha votato la Lorenzin e persino la lista della Bonino». Insomma, dice Verdini, "l'unico orizzonte di Salvini è quello di rafforzare la coalizione", non quello di sfasciarla, favorendo un tradimento di massa dentro Forza Italia, "un partito che peraltro senza Berlusconi non esiste, poiché quei voti appartengono al solo Berlusconi. E per fare cosa, poi? Perché tutto questo bagno di sangue e balenare di coltelli? Per un piccolo governo accanto a Di Maio? E' evidente che non funziona». Verdini, che conosce i numeri visto che era quello dei calcoli e dei report consegnati con cadenza settimanale al Sultano di Arcore, spiega: "260 sono i deputati del centrodestra, 220 i grillini, 120 la sinistra, poi c'è Leu, poca roba, qualche centrista sparso, e il gruppo misto. In questa legislatura non si fanno governi senza accordi tra i partiti. Partiti interi", sentenzia.

Gelmini: sì a un preincarico a Salvini
E perché allora non un preincarico a Salvini? Forza Italia potrebbe anche accettare questo compromesso. "Non ci vedrebbe contrari" spiega Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera a Radio anch'io su Rai Radio Uno. "Non siamo sfiduciati. Noi ci rivolgiamo a tutti. Crediamo che si possa partire dal centrodestra unito. La prima area politica del paese è il centrodestra. Chi è arrivato secondo non può porre veti». "E forse dimostra infantilismo per questa ansia di andare a fare il premier, forse per il limite dei due mandati - aggiunge -. Alle consultazioni non so chi parlerà anche perché credo che ci sarà ancora un incontro tra i tre leader. Ma ci sarà il centrodestra unito respingendo i veti di chi prova a spaccare il centrodestra. Crediamo che in Parlamento i numeri si possano trovare".