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Di Maio si appella al Pd: sotterriamo ascia di guerra, diamo governo a Paese

'Non rinnego le critiche ma ora è il tempo della responsabilità, sediamoci e scriviamo un contratto', dice Luigi Di Maio

Luigi Di Maio.
Luigi Di Maio. (ANSA / CLAUDIO PERI)

ROMA - «Io non sto rinnegando le nostre idee nè le critiche che in più momenti abbiamo espresso anche aspramente nei confronti del Pd, e che anche il Pd non ci ha risparmiato. A noi viene chiesto l'onere di dare un governo al Paese, ma tutti hanno il dovere di contribuire a risolvere i problemi della gente e di mostrare senso di responsabilità». Il capo politico del M5S Luigi Di Maio si rivolge così al Pd in un'intervista a Repubblica. «Credo che ora il senso di responsabilità nei confronti del Paese ci obblighi tutti, nessuno escluso, a sotterrare l'ascia di guerra».

Risolvere i problemi
«Il governo - dice Di Maio - si fa per risolvere i problemi concreti della gente e abbiamo il dovere di provarci partendo dalla situazione uscita dalle urne: forze politiche distanti, ma che devono trovare una sintesi su temi cruciali, portando ognuna le proprie soluzioni e proposte. Con chi troveremo le convergenze maggiori, lavoreremo».

Distanze sì, ma...
Certo, restano distanze tra il M5S e il Pd o la Lega. «Il punto non è questo - osserva il candidato premier M5s - ognuno porta le sue idee, il contratto si scrive insieme. Per questo ci sediamo intorno a un tavolo, per ragionare e trovare insieme una sintesi che serva a dare risposte e non a scontrarsi muro contro muro».

Arroccamenti
«Se rimaniamo ognuno sulle proprie posizioni non si va da nessuna parte», prosegue Di Maio, citando l'eszempio della riforma della scuola: «Renzi stesso ha ammesso che la buona scuola non ha funzionato del tutto e doveva essere migliorata. Io credo che ci potranno essere molte più convergenze di quel che si crede». Il leader M5s riferisce di aver aver sentito il segretario reggente Maurizio Martina "in occasione dell'elezione del presidente della Camera" e di aver avuto «sempre un confronto franco»: «Martina è una persona con cui si può parlare e spero che il Pd si sieda al tavolo».

L'offerta del tavolo
«Sediamo intorno a un tavolo - insiste Di Maio - per ragionare e trovare insieme una sintesi che serva a dare risposte e non a scontrarsi muro contro muro». Non si tratta, dice, di alleanze per "autoconservarsi e autotutelarsi», «stiamo proponendo invece di mettere al centro solo ed esclusivamente l'interesse dei cittadini. Il contratto è una garanzia in questo senso: dentro ci mettiamo le cose da fare per le persone fuori dai palazzi, e non quelle dentro i palazzi. E quelle cose facciamo».

E su Forza Italia...
Infine, il suo veto su Forza Italia: «Berlusconi rappresenta il passato. Poteva cambiare l'Italia e non lo ha fatto», osserva Di Maio e aggiunge: «Salvini sta scegliendo la restaurazione invece della rivoluzione. Il segretario della Lega in questo modo sta chiudendo tutto il centrodestra nell'angolo. E rischia di condannarsi all'irrilevanza».