16 giugno 2019
Aggiornato 07:30
Presidenza Camere

Camere, Giulia Bongiorno presidente del Senato? Perché a Berlusconi non andrebbe giù

L'astio reciproco tra la combattiva 'avvocatessa' eletta con la Lega e il Cav risalgono al quarto governo Berlusconi...

Giulia Bongiorno
Giulia Bongiorno ( ANSA )

ROMA - L'ipotesi di Giulia Bongiorno, eletta senatrice nelle liste della Lega e rinomata avvocato, come presidente del Senato si è già fatta strada nei retroscena dei giornali di questi giorni. Ma l'ipotesi non sarebbe particolarmente apprezzata dal leader di Forza Italia Silvio Berlusconi. E non tanto perché il leader azzurro vorrebbe assicurare al suo partito posti chiave in Parlamento nella nuova legislatura - nonostante il clamoroso sorpasso della Lega di Salvini -. Soprattutto, tra l'avvocatessa leghista e Berlusconi non sembra correre buon sangue per alcuni pregressi, che risalgono al quarto governo Berlusconi (2008-2011).

Nel 2014 difese Ghedini, ma...
È vero che, nel 2014, dopo un trascorso politico nel Pdl ormai archiviato, difende con successo Niccolò Ghedini, legale e braccio destro di Berlusconi, nel processo Ruby ter. Ma quella decisione fece piuttosto scalpore, soprattutto perché, non molto tempo prima, Bongiorno e Ghedini si erano fatti la guerra: lui schierato in difesa di Berlusconi, lei contro.

Le battaglie anti-Cav in commissione Giustizia
Secondo la ricostruzione di Repubblica, Berlusconi, durante il suo quarto mandato presidenziale, era solito riferirsi alla Bongiorno con queste parole: «Toglietemela dai piedi, non la voglio vedere».A quel tempo, la deputata finiana, nel suo ruolo di presidente della commissione Giustizia a Montecitorio, smontava sistematicamente tutte le leggi ad personam che l'allora premier era impegnato a far passare in Parlamento. In particolare, due sono gli episodi da ricordare. Il primo riguarda le intercettazioni, la seconda sulla legge blocca-processi. Ghedini, all'inizio del 2008, cerca di far passare la norma per bloccare i processi minori e mandare avanti solo quelli più gravi, ma la Bongiorno fa saltare la legge. Questa, peraltro, è l'origine del «lodo Alfano», norma  varata dall'allora Guardasigilli Angelino Alfano e poi bocciata dalla Consulta nel 2009. Dopo pochi mesi, Bongiorno vince anche la battaglia sulle intercettazioni.

L'atto d'accusa contro Berlusconi
Non solo: il 18 gennaio 2013, in occasione della conferenza stampa in cui si candidava alla presidenza della regione Lazio assieme all'Udc, Bongiorno attaccò duramente l'ex premier con queste parole: «Vorrei che Berlusconi non mi chiamasse avvocatessa e invece chiedesse all'avvocato Ghedini se quella arrivata in commissione (Giustizia alla Camera ndr) era la riforma della giustizia. Quelle che mi sono state sottoposte sono solo proposte indecenti: dal cancellare le intercettazioni, al processo brevissimo; caro Cavaliere io ho detto no alle sue proposte indecenti e sono orgogliosa e fiera di non aver fatto distruggere la giustizia».