14 dicembre 2019
Aggiornato 19:30
Governo

Martina: alleanze con nessuno, né destra né M5s

Secondo il reggente del Partito Democratico, il Pd si deve rinnovare dopo il voto del 4 marzo. E lo farà all'opposizione

Maurizio Martina.
Maurizio Martina. ANSA

ROMA - «Il voto del 4 marzo ci ha consegnato a una funzione chiara: l'opposizione». Maurizio Martina, reggente del Partito Democratico dopo le dimissioni di Renzi, ribadisce la posizione del Pd con l'avvicinarsi delle consultazioni. «Da lì sfideremo chi governerà sul tema del cambiamento del Paese». Niente alleanze quindi per il Pd? «Il voto degli italiani ha stabilito la nostra posizione. Lavoreremo dall'opposizione - ribadisce -. Non saremo indifferenti a ciò che dirà Mattarella, ma il nostro compito è prepararci a essere minoranza parlamentare e da lì dare un contributo al Paese».

Di Maio spera nelle nuove elezioni
«Serve un cambio di fase, idee più radicali, siamo stati percepiti come il partito del Palazzo, che difende il benessere di chi già ce l'ha. Il Pd riparta da un progetto forte di comunità», spiega. «Salvini - osserva Martina - sa più dei 5 Stelle che tornare al voto dopo aver fallito l'onere di dare un governo al Paese può essere rischioso. Di Maio sembra crederci davvero, di potere prendere ancora più voti. Ma la storia della politica è piena di calcoli a tavolino giusti in teoria e sballati alla prova dei fatti». Sulla proposta di Dario Franceschini di puntare su una legislatura costituente con un governo condiviso da tutti, Martina è netto: «L'onere di trovare una soluzione non spetta a noi», a chi a vinto, Lega e M5s, «il pallino di trovare una soluzione per il governo» ma «i 5Stelle sono entrati nella dimensione dell'ipertattica».