7 dicembre 2021
Aggiornato 04:30
Roma

Casa popolare allo zio del boss Spada, il Comune smentisce

Secondo il Campidoglio "l'assegnazione non e' di fatto mai avvenuta. Gli uffici hanno rilasciato un parere favorevole seguendo pedissequamente una legge regionale"

ROMA - La famiglia degli Spada continua a far discutere: stavolta al centro della polemica c'è la casa popolare che sarebbe stata assegnata dal Comune di Roma a Giuseppe Spada, precedenti penali per furto e zio di Roberto, il reggente della famiglia noto per la testata a un giornalista, ma in carcere anche con l'accusa di associazione mafiosa. Il Campidoglio, però, ha smentito tutto: "L'assegnazione non e' di fatto mai avvenuta. Gli uffici hanno rilasciato un parere favorevole seguendo pedissequamente una legge regionale. Un atto dovuto, al quale seguiranno ulteriori controlli".

La replica del Comune
"In merito al caso di una presunta assegnazione di una casa popolare in ragione della sanatoria a Ostia - hanno fatto sapere dal Campidoglio - si specifica che tale assegnazione non e' di fatto mai avvenuta. Gli uffici capitolini hanno infatti rilasciato un parere seguendo pedissequamente quanto loro imposto dalla sopraccitata legge regionale. Un atto dovuto, al quale seguiranno ulteriori controlli da parte dell'Amministrazione». E' stata questa la risposta del Comune di Roma alla Regione Lazio riguardo alla casa di Giuseppe Spada (lo zio di Roberto che aggredi' una troupe della Rai). "Si specifica che l'unico termine perentorio previsto dalla sanatoria delle occupazioni abusive degli alloggi popolari disposta dalla Regione Lazio era relativo alla data ultima disponibile per presentare la relativa domanda, ovvero il 19 maggio 2008", si legge nella nota del Campidoglio. "In riferimento a quanto stabilito nella suddetta legge regionale, il Comune non ha alcuna possibilità discrezionale. Gli uffici capitolini sono obbligati a valutare la documentazione fornita entro i termini di legge dai facenti richiesta in ossequio ai criteri e ai requisiti stabiliti dalla normativa regionale".

Le parole del Prefetto di Roma
"Questa notizia mi lascia sbigottita, una casa popolare a uno Spada, con precedenti... Abbiamo avviato subito le nostre verifiche. Però mi lasci dire una cosa. Al di là di come andrà a finire questa vicenda, che va certamente chiarita, lo Stato a Ostia c'è e non farà passi indietro. Lo abbiamo detto durante le elezioni e lo confermo ora. Sulle case popolari abbiamo avviato controlli stringenti e non da oggi». Lo afferma il Prefetto di Roma, Paola Basilone, in una intervista al Messaggero. Prima e durante il voto di novembre, a Ostia la risposta delle istituzioni è stata forte: camionette dell'Esercito in strada, controlli e blitz in sequenza contro le cosche del litorale. Poi si viene a sapere che il Comune di Roma assegna un alloggio popolare a un esponente della famiglia Spada, con precedenti per furto e altri reati, proprio a due passi dal feudo del clan. «Sia chiaro - spiega Basilone -: noi non abbiamo poteri ispettivi sulle graduatorie dell'Edilizia pubblica residenziale, che spetta al Comune, ma su questo episodio vogliamo vederci chiaro e faremo tutto il possibile perché non ci siano ombre». Il problema delle occupazioni, aggiunge, "lo conosciamo bene e sulle case popolari, da diverso tempo, abbiamo avviato un controllo capillare, insieme all'Ater, l'azienda territoriale per l'edilizia residenziale. Per le nuove occupazioni, c'è tolleranza zero. Gli sgomberi sono immediati. Mi faccia dire poi che questo è un problema romano, non solo di Ostia e del lungomare. In città ci sono quasi 12mila occupanti, come ho detto quando sono stata ascoltata in Parlamento dalla commissione d'inchiesta sulla sicurezza e sullo stato di degrado delle periferie».

Campidoglio, "Basta false ricostruzioni"
"Da alcune ricostruzioni emerge una disonestà intellettuale della peggiore specie. La vicenda è chiara: nessuna casa popolare è stata assegnata a Giuseppe Spada. Il parere dei dipendenti capitolini non è la conclusione dell'iter imposto dalla Regione. Stiamo seguendo il procedimento con la massima attenzione, tutti i controlli saranno eseguiti con assoluto rigore. E non perché la vicenda ha avuto un clamore mediatico e viene biecamente strumentalizzata, ma perché i dipendenti capitolini devono lavorare seguendo pedissequamente le procedure. La legge della Regione Lazio non consente alcuna scelta discrezionale sulla sanatoria imposta. È la Regione, che ha creato la sanatoria e ne ha dettato i criteri, che dovrebbe essere al centro di domande e spiegazioni». Così, riferisce una nota del Campidoglio, l'assessore al Patrimonio e alle Politiche Abitative Rosalba Castiglione, commentando la vicenda di una presunta assegnazione di una casa popolare in sanatoria a Ostia.