22 maggio 2019
Aggiornato 11:30
Governo Gentiloni

Minniti paragona le baby gang ai terroristi

Il ministro dell'Interno: «Possiamo dire di essere sulla buona strada nell'individuazione dei responsabili di violenze inaccettabili di questi giorni»

NAPOLI - «Possiamo dire di essere sulla buona strada nell'individuazione dei responsabili delle violenze inaccettabili di questi giorni a Napoli, di averli già individuati o sul punto di individuarli». Così il ministro dell'Interno, Marco Minniti, a conclusione del Comitato provinciale per la sicurezza e l'ordine pubblico convocato a Napoli sul fenomeno delle baby gang. Il responsabile del Viminale ha poi aggiunto che si è arrivati a questi risultati «anche grazie all'aumento dell'efficienza dei mezzi di contrasto, in particolare della video sorveglianza». Minniti ha spiegato che l'obiettivo è quello di arrivare «al cento per cento» della copertura sul territorio cittadino, ma si è passati dal «52 all'80%».

Togliere la patria potestà a genitori coinvolti in associazioni di stampo camorristico
Occorrerà, inoltre, una sempre più proficua «collaborazione con la Procura e il Tribunale dei minori» per le questioni che «riguardano la patria potestà da togliere nei confronti dei genitori coinvolti in associazioni di stampo camorristico». «Dobbiamo liberare questi figli da modelli negativi di istruzione alla violenza e, contemporaneamente, di come vengono affidati a percorsi educativi che siano all'altezza di questa sfida. Togliere la patria potestà è lo strumento ultimo, una delle cose più complicate ma sappiamo perfettamente che può salvare la prospettiva dei ragazzi». Per il titolare del Viminale resta, comunque, fondamentale la collaborazione riferendosi anche alla manifestazione delle mamme organizzata dopo l'aggressione del 17enne in via Foria. «Non c'è dubbio che ha consentito che altri prendessero coscienza della vicenda, tuttavia bisogna spingere di più sulla collaborazione e spiegare ai nostri ragazzi che girarsi dall'altra parte ferisce loro stessi». Minniti si è poi rivolto ai giornalisti presenti alla conferenza stampa chiedendo di evitare «il rischio emulazione perché queste sono cose che si autoalimentano. Su questo - ha concluso - conta molto quello che faremo noi, che farà questa parte del tavolo ma conta molto anche cosa farà l'altra parte del tavolo. Su questo vi chiedo collaborazione».