17 ottobre 2019
Aggiornato 07:00
Roma Capitale

Tavolo per Roma, Calenda chiude le trattative e attacca Raggi: «Misto di incompetenza e arroganza»

Durissimo scontro  sul tavolo per Roma tra la sindaca Virginia Raggi e il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda

La sindaca di Roma Virginia Raggi
La sindaca di Roma Virginia Raggi ANSA

ROMA - Durissimo scontro  sul tavolo per Roma tra la sindaca Virginia Raggi e il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda. Con quest'ultimo pronto a chiudere il tavolo come «unica strada per evitare di continuare a sprecare tempo e risorse», di fronte a quello che ha definito «un combinato disposto di incompetenza e arroganza» della prima cittadina. Qualcosa di «mai sperimentato» prima, chiosa il Ministro. La polemica era scoppiata a seguito di una missiva a lei indirizzata proprio dal ministro dello Sviluppo, e pubblicata sul Messaggero, in cui si evidenziavano i mancati progressi di una piattaforma che secondo Calenda stava seriamente rischiando di saltare mandando in fumo «un miliardo di euro per colpa del Comune». Alla lettera, la sindaca grillina aveva risposto: «Ormai leggo prima le sue lettere sui giornali poi quelle che arrivano a me. Mi stupisce, forse neanche tanto che a due settimane dal voto si torni a promettere un miliardo per Roma, dopo cinque anni in cui il Governo si è assolutamente dimenticato della Capitale. Se questo miliardo fosse vero - ha continuato  - lo avremmo inserito in bilancio».

La versione di Calenda
Una risposta che ha evidentemente fatto innervosire il Ministro, che si è sfogato in una lunga nota: «Ho lanciato questo tavolo su richiesta dei sindacati con spirito propositivo. Ho più volte dichiarato sin dall’esordio che i problemi di Roma vengono da lontano e che non sono imputabili all’attuale amministrazione - ha scritto - Oltre agli stanziamenti messi a disposizione dal Governo e dalla Regione, il Mise ha dedicato un team di 20 persone per seguire i progetti del tavolo di lavoro». Secondo la versione del Ministro, «Dopo mesi scanditi da una totale assenza della sindaca e da proposte a dir poco stravaganti e richieste assurde formulate anche sulla base di errori di aritmetica, mi pare che non ci sia più alcun senso nel continuare questo lavoro. Ieri ho spiegato alla sindaca per iscritto e nel dettaglio a che punto sono i progetti del tavolo Roma e quali sono le tante inadempienze e ritardi del Comune, invitandola ad un incontro ristretto con il Presidente Zingaretti. La risposta della Sindaca conferma che l’unica strada per evitare di continuare a sprecare tempo e risorse è quella di chiudere il tavolo». Il Ministro ha quindi concluso: «Evidentemente la Sindaca ritiene di non aver bisogno di aiuto. Speriamo per la città che sia così. Per parte mia non posso che rilevare il fatto che siamo di fronte a un combinato disposto di incompetenza e arroganza che fino ad oggi non avevo mai sperimentato. Andremo avanti, insieme la Regione, con i progetti per Roma che non dipendono dalla collaborazione con questa amministrazione».

La versione di Raggi
Raggi ha detto la sua in un lungo post pubblicato in queste ore su Facebook. «È bastato chiedere contezza del miliardo annunciato e mai stanziato dal MISE per scoprire che quello di Calenda è soltanto un bluff pre-elettorale. Per Roma, il Tavolo va avanti. Tutti siamo utili, nessuno è indispensabile: far finta di non capirlo è la vera arroganza. È scorretto prendere in giro con false promesse i cittadini e le aziende soltanto per qualche titolo di giornale. Chi realmente vuol impegnarsi, lavora in silenzio. Il Comune ha partecipato a più di 60 incontri con il Mise senza fare tanta pubblicità». E ha concluso: «Sottolineo che, invece, nel corso delle ultime settimane il Mise è passato con estrema disinvoltura dall’annunciare di voler assegnare tre miliardi di euro a Roma, poi è sceso a due; questa mattina ne ha promesso uno e nel pomeriggio, indispettito, ha deciso di toglierli tutti. Fondi che, alla prova dei fatti, sembrano non esistere».