24 giugno 2019
Aggiornato 18:00
Crisi finita?

Gentiloni e Padoan cantano vittoria: Italia ha smesso di essere un problema, il peggio alle spalle

Paolo Gentiloni e Pier Carlo Padoan hanno espresso la loro soddisfazione per i risultati economici raggiunti dal Belpaese durante il loro governo

Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan e il premier Paolo Gentiloni
Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan e il premier Paolo Gentiloni ( ANSA )

ROMA - Paolo Gentiloni è soddisfatto dei risultati economici del suo governo. All'estero «c'è la percezione di una Italia finalmente normale, che ha smesso di essere un problema e che fa parte di una fase molto positiva per quanto riguarda i numeri dell'eurozona». Lo ha detto dichiarato iintervenendo all'Agenzia delle entrate. L'altra sensazione che è emersa dalla riunione del Wef di Davos, ha continuato Gentiloni, è che «ci sia una congiuntura favorevole dal punto di vista del ciclo economico - che forse non è stata mai così continua in tutte le aree del mondo - e di di cui l'Italia ne fa parte in un modo che dobbiamo essere soddisfatti».

Non dilapidare i risultati
«Ci sono molte esercitazioni apparentemente in corso per dilapidare a livello nazionale questa favorevole congiuntura» economica, ha aggiunto Gentiloni. «Il miglioramento delle condizioni di vita" dei cittadini "deve essere l'obiettivo di chi governa. Noi non giochiamo con i numeri e poi la sera andiamo a casa contenti. Il nostro obiettivo, la nostra responsabilità è far si che questa congiuntura economica favorevole non venga dilapidata»

Avanti con le riforme
Il premier ha fatto notare che l'impegno per rimanere agganciati alla ripresa economica ha alla base «la prosecuzione delle riforme, del lavoro che i governi di questa legislatura hanno impostato. Naturalmente sarà l'elettorato a decidere in che forma e in che modi ma non dobbiamo perdere la bussola».  I dati PMI (Purchasing Managers Index), ha continuato Gentiloni, "ci dicono che per attività manifatturiera siamo a livelli record da 7 anni, conn un indice che ha superato la Francia e che si avvicina alla Germania. Abbiamo ritmi e velocità di crescita molto sostenuti".

Rischi futuri
Però, ha aggiunto il premier, «è chiara la percezione del rischio di dilapidare, di mettere in crisi questa congiuntura estremamente favorevole». Altro rischio che può farsi strada, ha detto ancora Gentiloni, «è che questa congiuntura macroeconomica estremamente favorevole in tante zone del mondo non si traduca automaticamente nel fatto che le famiglie, le nostre comunità, il nostro mondo del lavoro vedano un miglioramento delle condizioni di vita». Per Gentiloni tutto questo «si può dilapidare a livello globale come a livello nazionale. E ci sono molte esercitazioni apparentemente in corso per dilapidare a livello nazionale questa congiuntura favorevole». Poi, oltre a non dilapidare bisogna idirizzare queasta congiuntura «nella direzione giusta. E la direzione - ha spiegato - è quella di rendersi conto che c'è qualcosa che non funziona se molte economie libere nel mondo in questa fase di crescita diffusa e sostenuta non hanno prodotto una riduzione delle diseguaglianze. Anzi, in molte economie ricche c'è stato un aumento delle diseguaglianze». Il presidente del Consiglio ha sostenuto che «dobbiamo tenere d'occhio in modo ossessivo la questione del lavoro, della sua qualità, della capacità del lavoro di rispondere alla sfida della rivoluzione digitale e della precarizzazione che ne può ulteriormente derivare e contemporaneamente l'impegno perché in tutto il nostro sistema - compreso quello della tassazione - non aumentino ma diminuiscano le disuguaglianze». Se «non riusciamo a fare questo - ha rilevato - credo che anche una congiuntura favorevole rischia di mostrare il fianco a diverse debolezze».

Padoan: il peggio è alle spalle
Dello stesso avviso il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan. «Siamo in una situazione in cui il peggio è alle spalle e dobbiamo definire le strategie per andare avanti. La mia linea è continuare sulla strada della crescita, con la messa in sicurezza dei conti pubblici e con le riforme in agenda. Occorre introdurre nuove riforme e implementare le riforme», ha affermato il ministro, in un incontro organizzato a Milano da Reuters Breakingviews.

Posti di lavoro
«Il motivo - ha spiegato il ministro - è semplice: forse prima di quanto ci aspettiamo queste riforme daranno i loro frutti, in termini di creazione di posti di lavoro». «Il Paese - ha aggiunto Padoan - è ancora in una situazione difficile, penso sia un dovere della politica andare avanti sul cammino intrapreso finora. Il Paese ha enormi potenzialità, ma ha bisogno di altre riforme e di nuove riforme». Tra queste, Padoan ha parlato di un'evoluzione «più amichevole del fisco».