10 dicembre 2018
Aggiornato 02:30

Renzi: «Se Gentiloni è una camomilla io sono una Red Bull»

Il segretario del Partito Democratico: «Non intendiamo litigare neanche sotto tortura. All'attacco come Sacchi per recuperare voti»

ROMA - «Io credo che in campagna elettorale sia necessario un giusto mix tra buon senso, equilibrio e capacità di prendere i voti. Sono d'accordo con Paolo (Gentiloni - ndr) quando dice che per il paese era importante aggiungere un elemento di serenità e di distensione e non c'è ombra di dubbio che la definizione che Gentiloni ha dato di sè stesso al vostro giornale sia, oltre che simpatica, anche veritiera. Io se posso dire però mi sento più una Red Bull che una camomilla». Lo ha detto Matteo Renzi a Il Foglio.
Per Renzi «non bisogna eccedere con nessuna delle due: bisogna solo ricordare che la forza di un partito è nella combinazione tra fattori apparentemente distanti. E sappiate che comunque Red Bull e Camomilla non intendono litigare neppure sotto tortura».

«All'attacco come Sacchi per recuperare voti»
«In questa campagna proverò a parlare a quel quaranta per cento» del voto europeo. «E a tutte le persone non del Pd che ci hanno votato per esempio al referendum del 2016 dico: ma chi altro potete votare, se non noi? Se votate Berlusconi, votate anche Salvini. Se votate per Grasso, aiutate Salvini. Noi non facciamo remake di cose che non siamo riusciti a fare nel passato - perché il centrodestra la flat tax ha già provato a farla nel 2003 e non c'è riuscito».

«L'Italia non può permettersi di vivere di solo catenaccio»
«Noi - ha sottolineato l'ex premier - vogliamo giocare all'attacco, puntare sull'orgoglio dell'Italia e dire che il nostro paese è più simile all'Italia meravigliosa fatta vedere ogni settimana da Alberto Angela che all'Italia triste e rancorosa fatta vedere ogni giorno dai talk show. Vogliamo giocare all'attacco, non col catenaccio: più sul modello del profeta Arrigo Sacchi che su quello del pur grandissimo Nereo Rocco. Sapendo che giocando all'attacco qualche volta si prende qualche gol. Ma sapendo anche che un grande paese come l'Italia non può permettersi di vivere di solo catenaccio».