17 giugno 2019
Aggiornato 16:30
Partito Democratico

Renzi: «Siamo i più belli del mondo»

Il segretario del PD: «Più spazio alla cultura in campagna elettorale, perchè solo con la cultura l'Italia può cambiare davvero»

L'ex Premier Matteo Renzi durante una visita a Pompei
L'ex Premier Matteo Renzi durante una visita a Pompei ( ANSA )

ROMA - Più spazio alla cultura in campagna elettorale, perchè solo con la cultura «l'Italia può cambiare davvero». Lo afferma Matteo Renzi, sottolineando che «non c'era bisogno della classifica dei siti UNESCO pubblicata oggi. Che siamo i più belli del mondo già lo sapevamo: quella dell'Unesco è solo una gradita conferma. Ecco perchè, anche durante una campagna elettorale fatta di furbizie e populismo, non ci stancheremo mai di parlare di bellezza, cultura, orgoglio».
«Forse - sostiene il segretario del Pd su facebook - non ci farà guadagnare voti come le promesse irrealizzabili degli altri. Ma non importa. Siamo immensamente orgogliosi di essere nati e di vivere nel posto più bello del mondo e vogliamo gridarlo forte, ogni giorno».
«Con il Pd al governo - aggiunge Renzi - l'Italia è tornata a investire sulla cultura, sui musei, sullo spettacolo: sulla nostra identità. Da Pompei a 18App, dalla legge sul cinema al progetto bellezza abbiamo finalmente dimostrato la miopia di chi diceva: con la cultura non si mangia. Adesso avanti con ancora più forza, in campagna elettorale useremo spesso la parola cultura. Perchè solo con la cultura, l'Italia può cambiare davvero».

Chiamparino: Regioni ultimo ponte per riunire Pd e sinistra
Il Pd e Leu dovrebbero correre insieme alle elezioni regionali, perchè rompere a sinistra anche sul territorio «significa non capire che dopo il 4 marzo viene il 5». È l'appello all'unità del presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, secondo cui «è noto che alle regionali vince la coalizione più larga con il candidato che ha più consenso. Dovrebbe essere ovvio per tutti. Come dire che quando piove ci si bagna se non si apre l'ombrello. Di conseguenza l'unica certezza è che divisi si perde».
«Certo - sottolinea Chiamparino in un'intervista su Repubblica - è necessaria una coerenza programmatica. Ma posso dire, per esperienza personale, che le differenze programmatiche a sinistra sono meno grandi e insuperabili di quel che si pensa».
«I territori - aggiunge l'ex-sindaco di Torino - servono spesso a mantenere fili di dialogo a sinistra. Quando a Roma c'era il pentapartito Pci e Psi guidavano insieme importanti città. Se si rompono anche questi fili, diventerà più difficile ricucire anche a livello nazionale. Perchè rischia di scattare dappertutto la logica per cui il tuo avversario più pericoloso è in realtà quello più vicino a te. Una vecchia e pessima abitudine della sinistra».