20 ottobre 2018
Aggiornato 15:04

Lombardia, Maroni non si ricandida. Ma stavolta i dissidi con Salvini non c'entrano

Il Governatore della Regione Lombardia Roberto Maroni ha deciso di non ricandidarsi alle prossime elezioni
Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, in occasione di una conferenza stampa durante la quale ha fatto un primo bilancio della legislatura
Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, in occasione di una conferenza stampa durante la quale ha fatto un primo bilancio della legislatura (ANSA/ DANIEL DAL ZENNARO)

MILANO - «Sono soddisfatto di quanto fatto. Non mi ricandiderò: decisione presa in autonomia, su valutazioni personali, per la quale chiedo rispetto». Motivi familiari e personali, dunque: è questa la ragione ufficiale per cui Roberto Maroni ha deciso di non ricandidarsi alla guida della Regione Lombardia. Il Governatore è costretto a fare un passo indietro, ma lascia una Lombardia che ha conseguito importanti risultati sul territorio, nonostante i tanti tagli imposti dal Governo. Secondo le prime indiscrezioni Maroni avrebbe già indicato come suo successore l'ex sindaco di Varese, il leghista Attilio Fontana, che, si affretta a dire Salvini ai microfoni di 6 su Radio 1, sarebbe «assolutamente» adatto a fare il presidente della Lombardia, spiegando che il suo nome è comunque solo «un'ipotesi».

Tra i due serenità...
Nessun nuovo dissidio con Salvini, dunque. "Le posizioni che Matteo Salvini ha preso possono essere discusse e discutibili" ha detto Maroni "ma tutte le decisioni del mio segretario le accetto per principio: la mia decisione nulla ha a che fare con Salvini, discordanze o dissidi. Salvini premier è una prospettiva che condivido e sostengo»
. Sicuramente dispiaciuto di perderlo, il leader della Lega cerca comunque di mascherare: «Se uno lavora bene cinque anni l'auspicio che possa lavorare bene per altri cinque c'è, ma quando ci sono in ballo scelte personali, private penso la politica abbia il dovere di fare un passo indietro. Le scelte personali sono scelte personali. Le rispetto, ci mancherebbe altro». Adesso per la Lega in Lombardia si tratta quindi «di proseguire il buon lavoro di questi venti anni» spiega Salvini. Ora «il nostro dovere è garantire a 10 milioni di lombardi quello che abbiamo garantito in termini di tassazione più bassa».

Cosa lascia Maroni
Maroni lascia la Regione con un'eredità importante, a partire da quel taglio ai costi della politica pari, dice la Lega lombarda, a 9 milioni di euro in cinque anni. Rilevanti le misure a sostegno delle fasce più deboli: si pensi per esempio al bonus famiglia e al voucher per anziani e disabili, e il supporto ai giovani che fanno il loro primo ingresso nel mondo del lavoro attraverso Garanzia Giovani. Non meno rilevanti altri interventi quali la dote Sport, un contributo per le famiglie in condizioni economiche meno favorevoli per avvicinare i figli all'attività sportiva; le azioni a favore della tutela dei genitori separati o divorziarti come i canoni di locazione agevolati e l'assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica; e un aiuto agli indagati per eccesso di legittima difesa.

Sicurezza e sburocratizzazione
Nel campo del lavoro, la Dote Unica Lavoro ha portato un sostegno concreto all’inserimento o reinserimento lavorativo e alla riqualificazione professionale ai disoccupati. Va detto che la giunta Maroni ha tentato anche di sburocratizzare la pubblica amministrazione, con la semplificazione dei bandi regionali, e sul fronte delle conciliazioni per le controversie con le società di telecomunicazioni, il Corecom Lombardia ha consentito a cittadini e professionisti di recuperare quest’anno 2.090.139 euro con una media di 702 euro per ogni vertenza. Sul fronte sicurezza la Regione è riuscita nell'intento di dire stop alla macellazione islamica e alle moschee in Lombardia, al divieto di ingresso a volto coperto in tutte le strutture regionali, ospedali compresi, e alla cessazione dell'erogazione di contributi regionali agli alberghi che ospitano immigrati irregolari.

Ha chiuso con la politica?
Cosa farà Maroni? Non è detto che lasci la politica, comunque. "Con la politica ho una lunga storia d'amore che nasce tanti anni fa con Umberto Bossi che dura da un quarto di secolo, fatta di grande passione, di successi e sfide" ha detto. "Questa storia d'amore comunque rimane, perché fa parte di me. Sono assolutamente soddisfatto del lavoro fatto in Regione. Non ho richieste o pretese da fare alla politica ma sono a disposizione, se dovesse servire»
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