2 dicembre 2020
Aggiornato 23:30
Immigrazione

Così Gentiloni sposta truppe dall'Iraq al Niger per combattere immigrazione e terrorismo

Il premier Paolo Gentiloni a bordo della nave Etna che opera nell'ambito di Eunavfor Med operazione Sophia contro il traffico di migranti

ROMA - "Siamo soddisfatti del fatto che il lavoro della missione Sophia ha avuto la capacità di identificare 130 trafficanti e annientare circa 600 barconi che trasportavano essere umani e di essere costantemente presenti per salvare vite umane». Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni, durante la sua visita a bordo della nave Etna, che opera nell'ambito della missione Sophia nella acque del Mediterraneo. "Il lavoro che fate - spiega - è un lavoro che si indirizza a un interesse strategico del nostro Paese" che è quello "della lotta ai trafficanti di essere umani». Si dice fiero il premier del riconoscimento di essere stato il Paese "più generoso", pronto a salvare vite umane. "Sono state salvate decine di migliaia di essere umani ma contemporaneamente combattiamo per sconfiggere lo schiavismo dei tempi moderni".

Per la prima volta un corridoio umanitario in Libia
E' un lavoro su cui l'Italia ha raggiunto "risultati straordinari" sottolinea Gentiloni, perché ha inferto colpi "che neanche immaginavamo" e lo ha fatto grazie alla capacità che questa missione ha di formare personale che consenta alle autorità libiche un controllo maggiore dei propri confini. "Lo facciamo contemporaneamente lavorando attraverso le agenzia Onu per garantire condizioni umane a chi, attraversando l'Africa si trova da anni in Libia». Italia in prima linea, insomma: un’Italia che accoglie, che si batte ogni giorno contro il traffico di essere umani, lavora per i diritti umani "aprendo addirittura per la prima volta un corridoio umanitario diretto per i rifugiati dai campi in Libia all’Europa e in Italia». «Noi tuteliamo i nostri interessi nazionali e lo facciamo sempre – ha aggiunto – in amicizia con gli altri Paesi, guai a considerare l’interesse nazionale come qualcosa che si contrappone ad altri Paesi».

"Sposterò truppe in Niger"
Poi Gentiloni fa un passo in avanti, decisivo: il Governo – dice – proporrà al Parlamento di spostare in Niger parte delle forze che ora operano in Iraq. «Dobbiamo continuare a lavorare concentrando l’attenzione e le energie sul mix della minaccia del traffico di essere umani e del terrorismo nel Sahel». Per questo, una parte delle forze in Iraq verrà dispiegata nei prossimi mesi in Niger: è questa la proposta che il governo farà al Parlamento. Il 2017 – sottolinea ancora – è l’anno della sconfitta militare di Daesh. In questa sconfitta Italia ha avuto "un ruolo rilevante": "Noi con 1400 militare siamo la forza più rilevante in Iraq dopo gli Stati Uniti». Ora che Mosul è stata liberata, in Iraq si sta voltando pagina, ci sono le condizioni finalmente per poter dare un contributo a consolidare questo Paese. "Si può dire che grazie anche all’Italia è stato raggiunto un obiettivo fondamentale: Daesh è stato sconfitto ma la minaccia non è scomparsa».