Consiglio comunale di Aosta: spaccato a metà sull'antifascismo
La mozione è stata proposta da Carpinello. Sì del Pd. Ma si astengono Antonella Marcoz e Carlo Marz

AOSTA - Il Consiglio comunale di Aosta e la maggioranza di centro sinistra spaccati a metà sul tema dell'antifascismo. A innescare un acceso dibattito è stata una mozione sui «Valori della resistenza antifascista e dei principi della costituzione» presentata dalla consigliera di Altra Vda Carola Carpinello, bocciata dall'assemblea civica con 12 voti favorevoli, 13 astenuti e 2 contrari. «Sono sempre più frequenti le manifestazioni promosse da organizzazioni neofasciste, portatrici di valori ed idee che si collocano al di fuori del perimetro costituzionale e dell'ordinamento repubblicano, nonché dei principi fondamentali della convivenza civile e del rispetto della dignità umana», ha spiegato Carpinello. Oltre alla proponente, hanno votato a favore parte di Alpe (astenuta Giuliana Lamastra), il Movimento 5 stelle e, della maggioranza, il Pd. Stella Alpina e Union Valdotaine si sono defilati con un'astensione. Contrari i due consiglieri della Lega Nord.
Spazi proibiti
«Prendiamo atto che si vogliono proibire gli spazi a coloro che non si dichiarano antifascisti», ha lamentato Andrea Manfrin. Tra le richieste contenute nella mozione figurava anche l'adeguamento dei regolamenti comunali, «subordinando la concessione di suolo pubblico, spazi e sale di proprietà del Comune a dichiarazione esplicita di rispetto dei valori antifascisti sanciti dall'ordinamento repubblicano».
Favorevoli alla mozione
Posizione differenziate sono emerse anche all'interno della stessa Giunta comunale. Favorevoli alla mozione il sindaco Fulvio Centoz e l'assessore all'ambiente Delio Donzel. «Voto convintamente per la mozione anche perché sono preoccupato per un revisionismo sempre più diffuso: non mi stupirei se un giorno i repubblichini venissero equiparati ai partigiani».
Gli astenuti
Si sono invece astenuti la vice sindaca Antonella Marcoz e l'assessore al bilancio Carlo Marzi. «Ho proposto di fare un discorso contro tutti i totalitarismo, mentre oggi si è parlato di fascisti e comunisti come se fossimo ancora al tempo di don Camillo e Peppone» e gli assessori unionisti Valerio Lancerotto e Andrea Paron. A favore della mozione ha invece votato il vice presidente del Consiglio Etienne Andrione (Gruppo Misto di minoranza), mentre Sara Dosio e Luca Girasole (Misto di maggioranza) si sono astenuti.
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