5 dicembre 2019
Aggiornato 23:30

Boldrini traccia bilancio di fine legislatura, e lancia il suo «programma»

Per Laura Boldrini è tempo di bilanci, ma anche di proporre un vero e proprio programma (forse elettorale?) sui temi che le stanno più a cuore

La presidente della Camera, Laura Boldrini, durante l'Incontro con i giornalisti dell'Associazione Stampa Parlamentare per lo scambio di auguri, Roma, 12 dicembre 2017
La presidente della Camera, Laura Boldrini, durante l'Incontro con i giornalisti dell'Associazione Stampa Parlamentare per lo scambio di auguri, Roma, 12 dicembre 2017 ANSA

ROMA - «Siamo al commiato e tra le cose che mi mancheranno ci sono queste domande enciclopediche…». La Presidente della Camera, Laura Boldrini, si concede una battuta arrivata all’ultimo scambio di auguri della legislatura con la stampa parlamentare. Per Boldrini è tempo di bilanci ma anche di proporre un vero e proprio programma, forse elettorale, sui temi che le stanno più a cuore, dalla differenza di genere ai diritti in rete, dall’Europa al battaglia contro le fake news.

Differenze di genere
«La differenza di genere è stato uno dei temi su cui mi sono più spesa e non potevo farne a meno – ha spiegato -, siamo il 51% della popolazione, uno straordinario capitale sociale che va valorizzato, in termini di lavoro ma anche in termini di rappresentanza, le donne sono troppo poche, in questa legislatura sono il 30% ma siamo il 51% quindi questo è solo l’inizio, mancano ancora 21 punti. Posso fare uno sconto… 50 e 50, ma è il minimo che si possa chiedere». E «il linguaggio di genere, quello che non viene detto non esiste – sostiene Boldrini -, per la prima volta a Montecitorio in 70 anni è entrato il femminile, oggi c’è la deputata, la ministra, la sottosegretaria, il linguaggio non è una questione puramente semantica, è un percorso, una fatica, e la sala delle donne è una sala che rimane a disposizione di questa istituzione».

Fake news
«I diritti al tempo del digitale è un altro punto su cui ho insistito moltissimo e mi fa piacere che oggi ci sia un dibattito sulle fake news tra i partiti, noi l’abbiamo fatto totalmente in anticipo sui tempi – rivendica la presidente della Camera – perchè è una questione centrale per l’assetto democratico: quello della disinformazione. Ho lanciato l’appello #bastabufale perchè i cittadini possano essere correttamente informati, abbiamo convocato qui 40 soggetti: il mondo dell’editoria il servizio pubblico, Confindustria, scuola e università, le piattaforme, siamo entrati nelle scuole con il primo progetto di educazione civica digitale. Il New York Times ci ha dedicato una pagina su questo, è un progetto che tutti stanno imitando. Dobbiamo dare ai giovani la facoltà di orientarsi in questo mare di menzogne se vogliamo che siano cittadini informati». Boldrini ricorda anche di essere stata all’avanguardia nel sollevare il tema dei diritti nella rete, creando una commissione ad hoc, presieduta da Stefano Rodotà e da cui scaturì la «Crta dei diritti e dei doveri di internet». E ancora «la commissione Joe Cox contro i discorsi di odio, anche qui stiamo leggendo il nostro tempo – ricorda – Joe Cox era la giovane deputata laburista uccisa a Londra da un estremista del gruppo Birtain First perchè credeva nell’Europa».

Antifascismo
Anche sul tema dell’antifascimo, dice ancora la terza carica dello Stato «ho voluto insistere e insistere, abbiamo vissuto una bellissima celebrazione con partigiani e partigiane in Aula alla Camera, con il Capo dello Stato e il presidente Grasso per ricordare la Liberazione, loro erano padroni di casa, non ospiti e spontaneamente abbiamo cominciato a cantare Bella Ciao».

Ambiente e Europa
Boldrini mette tra i punti che le stanno a cuore anche l’ambiente: «Perché lo sviluppo sostenibile è l’unico possibile per una crescita che sia duratura, credo che noi tutti dobbiamo essere consapevoli dell’importanza dell’ambiente che può diventare drive di occupazione e rispetto del nostro fragile territorio». E poi «l’Europa: questa presidenza si è spesa molto, abbiamo fatto un’iniziativa parlamentare contro la crisi europea, per un’Europa diversa, basata sulle persone, sono stata promotrice di una dichiarazione per una maggiore integrazione politica, l’unica strada da percorrere. Altri 3 presidenti hanno firmato quella dichiarazione di intenti con contenuti politici pesanti che è stata poi firmata da 15 presidenti di parlamenti». Alla fine c’è stata una «consultazione pubblica on line, altra innovazione di questa legislatura. Coinvolgendo tutti si può uscire dallo stallo in cui l’Ue si è cacciata. Il nostro obiettivo devono essere gli stati uniti d’Europa se vogliamo bene all’Italia, un Europa capace di essere la casa di tutti, di competere con le decisioni prese a livello internazionale. E’ velleitario e disonesto far credere che si possono risolvere i problemi a livello nazionale, chi dice questo imbroglia i cittadini con una lettura non contemporanea e distaccata da quello che accade nel mondo, rischiamo di perdere il treno se non saremo leader del cambiamento in Europa».

Trasparenza
«Altra parola significativa di questa legislatura è stata trasparenza: da molti punti di vista, si fa descretando, migliaia e migliaia di documenti, di commissioni di inchiesta – ha spiegato la presidente – ma trasparenza vuol dire anche regolanmernto per i lobbysti, magari non quello ideale ma è stato un segnale importante. Abbiamo fatto anche il primo codice di condotta per deputati e deputate per evitare conflitti di interesse con un tetto a 250mila euro per i doni ricevuti, compresa la presidente».

Istituzioni aperte
E poi, rivendica Boldrini «c’è stata l’apertura ai cittadini, sui social media, ma anche della Camera. In questi anni sono entrati 1milione 300mila persone a Montecitorio, non era mai accaduto prima, per partecipare a convegni, mostre, per Montecitorio a porte aperte, con eventi culturali, poi l’Aula in questa legislatura è stato il luogo in cui hanno potuto entrate altri soggetti sociali, i sindaci, venuti a discutere insieme a noi, il 2 giugno con il Servizio civile, i Partigiani e da ultimo con l’iniziativa del 25 novembre da tutta Italia sono venute 1400 donne che hanno deciso di voler essere qui a parlare di qualcosa di molto difficile: la loro esperienza di vittime di violenza, hanno parlato a testa alta, davanti alle telecamere, hanno dato anche le risposte, a quello che manca, hanno dato suggerimenti, quelle voci non possono non essere ascoltate dalla politica, è stata una giornata per me memorabile».