18 gennaio 2020
Aggiornato 04:00
Immigrazione

Salvini si addolcisce con gli immigrati: «Quelli regolari e per bene sono italiani come noi»

Domenica scorsa Matteo Salvini ha dato appuntamento ai suoi sostenitori nella Capitale per protestare contro lo ius soli, ma...

Il leader della Lega Matteo Salvini da piazza Santi Apostoli
Il leader della Lega Matteo Salvini da piazza Santi Apostoli ANSA

ROMA – Domenica scorsa Matteo Salvini ha dato appuntamento ai suoi sostenitori nella Capitale per protestare contro lo ius soli. E loro sono accorsi numerosissimi da ogni dove in piazza Santi Apostoli. Sono arrivati da tutta Italia, molti perfino dalla Calabria e dalla Campania. Il Sud – ormai è chiaro - inizia a familiarizzare per la prima volta nella storia dello Stivale con la Lega. E non è escluso che il Carroccio riesca a drenare una bella manciata di voti anche dal Mezzogiorno alle prossime elezioni. A Roma Salvini è stato accolto come una star dai suoi attivisti. E poco dopo, dal palco, ha esordito con uno dei suoi cavalli di battaglia: l'immigrazione. Spiazzando tutti, però, con un'insolita apertura verso gli stranieri.

Salvini cambia marcia sull'immigrazione
«Per me gli italiani non sono solo quelli che hanno la pelle bianca – ha detto il leader della Lega - ma anche gli immigrati regolari e per bene che portano un contributo alla nostra società». Parole molto distanti dai più arcaici toni leghisti, ma in realtà non del tutto nuove visto che da tempo Salvini aveva mostrato una certa apertura verso l'immigrazione regolare. Il segretario del Carroccio ha quindi precisato: «Il governo Salvini avrà porte spalancate per donne e bambini che scappano dalla guerra, ma per chi non scappa dalla guerra, anzi la porta da noi, serve un biglietto di sola andata per tornare a casa loro». In quattro parole il nuovo motto di Salvini sull'immigrazione è: «Solidali, ma non fessi».

La sfida personale a Matteo Renzi
Il leader della Lega è convinto che solo grazie al suo partito lo ius soli non passerà ed è giusto così: «La sinistra prende in giro gli italiani con 80 euro e gli immigrati regalando la cittadinanza, ma la cittadinanza non si regala, arriva alla fine di un percorso, non è un regalo elettorale». Salvini ha quindi annunciato che si candiderà, non appena si conosceranno i collegi, ovunque si candiderà Matteo Renzi per sfidarlo personalmente: «Vita contro bugie». E promette che se «non saremo capaci di battere Renzi e Di Maio cambiamo mestiere». Perché il centrodestra «ha il dovere di essere serio, chiaro, non deve ricommettere gli errori del passato. Dobbiamo avere l'ambizione non di vincere ma di cambiare il Paese». A partire dalla riforma delle pensioni: «Non vedo l'ora di vincere per stracciare la legge Fornero e farla piangere un'altra volta», ha concluso Salvini prima di lasciare piazza Santi Apostoli e salutare i suoi sostenitori.