Segreteria Renzi

4 dicembre 2017, un anno dopo la disfatta Renzi scrive agli italiani

Pubblichiamo la lettera che Renzi ha scritto agli italiani per spiegare cos'è cambiato nel nostro Paese un anno dopo la sconfitta del Pd al referendum costituzionale. Con una rivisitazione della realtà che ci fa quasi sorridere...

Il segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi
Il segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi (ANSA/ MAURIZIO DEGL'INNOCENTI)

ROMA - Pubblichiamo la lettera che Matteo Renzi ha scritto agli italiani sul suo profilo Facebook per spiegare cos'è cambiato nel nostro Paese un anno dopo la sconfitta del Pd al referendum costituzionale. Con una rivisitazione della realtà che ci fa quasi sorridere...

Il 4 dicembre di un anno fa abbiamo perso il referendum costituzionale. Abbiamo ammesso la sconfitta, mi sono dimesso da Premier e da segretario del PD, siamo ripartiti da zero. Senza indennità, senza immunità, senza vitalizio: un caso più unico che raro nella politica italiana. Oggi vediamo le conseguenze istituzionali di quel risultato: molte figure del passato sono riemerse e l'incertezza produce il rischio dell'impasse istituzionale. Ma quando il popolo parla, nessun rimpianto: solo rispetto per il volere della maggioranza. 

Voglio però rivolgermi ai milioni che hanno vissuto quella battaglia. A chi quella notte ha pianto. A chi ci ha creduto fino alla fine. A chi in questo anno si è fatto compagno di strada. Vorrei dirvi guardandovi negli occhi: è stato un onore lottare insieme a voi, amici. Il vero privilegio che ho avuto è stato essere al vostro fianco. Adesso non ripartiamo da zero. Abbiamo una straordinaria base su cui ricostruire. Abbiamo scelto tutti, io con voi, di non mollare anche se qualcuno di noi aveva voglia di farlo. Abbiamo scelto di continuare perché pensiamo che l'Italia non meriti di tornare indietro. Dobbiamo andare Avanti, non indietro. E per questo mai come adesso abbiamo bisogno di voi e del vostro coraggio. 

La prossima campagna elettorale sarà una battaglia all'ultimo voto. Anche una piccola percentuale farà la differenza. Gli altri non saranno infatti tutti insieme coalizzati, come al referendum. E allora dovremo organizzarci bene, noi, rovesciando il modello del referendum e mettendo al centro della piramide la base. Ci sono 61.597 seggi elettorali in Italia. Per ciascun seggio avremo bisogno di un responsabile da subito. Non ci bastano i rappresentanti di lista, ma abbiamo bisogno di volontari per ogni singolo seggio per diffondere il materiale cartaceo o social, per aiutarci nella discussione sul programma, per fare campagna dal basso, per contrastare le fake news e la politica fatta di insulti. La più capillare campagna elettorale dal basso che l'Italia ricordi: questo il nostro obiettivo, se ciascuno di voi ci darà una mano. 

Ognuno può dare una mano contro il disfattismo e la disinformazione. A livello economico l'Italia sta meglio di quattro anni fa. Ora è tempo di andare avanti. Chi ha creduto al sogno di un'Italia più semplice non può fermarsi adesso e noi abbiamo bisogno più di prima dell'impegno personale di quel Popolo del Sì, che con il 41% ha perso il referendum ma sarà decisivo per cambiare l'Italia. Contiamo su di voi, amici. Avanti, insieme.