16 ottobre 2019
Aggiornato 21:30
Centrosinistra

Bersani dichiara guerra a Renzi: «Italiani non cadete nell'inganno del voto utile»

L'ex leader rifiuta in modo netto le avances del segretario del Partito democratico e lancia un appello agli elettori di sinistra

Pierluigi Bersani lancia un appello agli elettori di sinistra
Pierluigi Bersani lancia un appello agli elettori di sinistra ANSA

ROMA - Mdp è inespugnabile e Pierluigi Bersani non concede nulla a Matteo Renzi. Nonostante le ripetute avances del Partito democratico, la sinistra più a sinistra di Renzi tiene il punto rifiutando il voto utile. L'ex leader è intervenuto ai microfoni di Rtl 102.5 per ribadire il suo pensiero: «Io non ho nessuna chiusura, vengano, stiamo facendo una cosa di sinistra e civica che sarà dentro a un sistema che non è maggioritario, qui non saranno i cittadini a scegliere il Governo, sarà il Parlamento, quindi ognuno voterà dove lo porta il cuore – ha detto Bersani -. Noi facciamo una cosa di sinistra e civica, la facciamo plurale, vogliamo un centro sinistra diverso, che cambi linea, discuteremo in Parlamento e io non chiudo nessuno, vengano, ma io sto dicendo che in questi anni si è creata una rottura profonda».

Bersani le canta a Matteo Renzi
L'ex ministro dello Sviluppo economico del governo Prodi ha ricordato che il centrosinistra da tre anni perde dove aveva sempre vinto: perde a Genova, a Pistoia, a Sesto San Giovanni. «Ci sarà un problema, o no?» si è chiesto e ha chiesto ai microfoni di Rtl. «Questo è quello che dico a Renzi, Fassino e tutti: 'Ci sarà un problema o continuiamo a far finta di niente?». Peraltro, ha osservato, «con questa legge elettorale balordissima che non mi piace neanche un po' c'è un piccolo particolare»: non è più una legge come in questi vent'anni, maggioritaria, ma largamente proporzionale quindi, come dicono tutti i commentatori, il giorno dopo ci sarà un vincitore nel senso di uno che arriva un po' più avanti, ma non un Governo.

«Non cadete nell'inganno del voto utile»
«Quindi se io riesco a prendere poca o tanta gente di centrosinistra che ha queste idealità e la porto invece di tenerla fuori, perché si è visto in tre elezioni che il centrosinistra perde per astensione il 30% del suo elettorato, è un bene», ha ragionato Bersani. «Anche chi ha in mente l'unità del centrosinistra non cada nell'inganno del voto utile che vuol dire portare l'acqua al solito mulino» ha sottolineato. E a proposito del suo ex segretario, Matteo Renzi, ha aggiunto: «Il 5 marzo certo che parliamo con lui e con tutti, ma bisogna cambiar registro, sennò andrà dove lo porta il cuore, se va con la destra io non ci vado, questo è semplice».

«Renzi non è la persona con cui andrei a prendere una birra»
Matteo Renzi, ha spiegato Bersani, «non posso certo dire che è la persona con cui andrei a prendere una birra, però questo non vuol dir niente. Noi siamo usciti quando abbiamo visto che non ci veniva data la possibilità di discutere di una questione di fondo». L'ex leader rimarca lo stesso concetto affinché sia ben chiaro: «Qui si è rotto qualcosa perché se adesso la destra regressiva incombe è perché si è andata a radicare nei luoghi di sofferenza, del disagio, dei problemi, una forza di sinistra non può star fuori da quei posti lì e continuare a pensare di stare sulle eccellenze, sulle cose che vanno bene, non possiamo dire che il lavoro va bene perché i giovani non pensano questo, non possiamo dire che c'è un milione in più di occupati perché i giovani non pensano questo – ha concluso Bersani -. Giustamente, perché li chiamano occupati quando fanno 1 ora, fanno stage, tirocini, a 400 euro al mese e poi ciao».