28 marzo 2020
Aggiornato 18:00
Bologna

Aggressione Striscia la Notizia: dov'è ora l'indignazione?

L’attacco a Vittorio Brumotti avvenuto nelle scorse ore conferma ciò che il DiariodelWeb.it aveva già denunciato: alcune aggressioni fisiche ai giornalisti provocano più indignazione di altre

BOLOGNA – L’aggressione è avvenuta mentre raccontava il degrado di una delle zone di Bologna: Vittorio Brumotti, inviato di Striscia la Notizia, è stato circondato da una decina di nordafricani che lo hanno picchiato e rapinato nel parco della Montagnola. Il servizio doveva appunto denunciare come nella città emiliana ci siano zone ormai extraterritoriali dove lo Stato è totalmente assente, proprio come Ostia. Solo che per l’aggressione all’inviato di Nemo, la condanna è scattata – giustamente – immediata.

Condanne diverse – Due servizi apparentemente uguali, ma in realtà molto differenti. L’inviato di Nemo voleva denunciare l’eventuale asse che unisce la malavita di Ostia con la formazione di Casapound (alla quale Roberto Spada non è mai stato iscritto). Il campione di bike trial di Striscia la Notizia, invece, ha raccontato lo spaccio di droga e la vendita di armi in uno degli angoli nel pieno centro di Bologna. «Hanno rubato una telecamera e i cellulari ai ragazzi che hanno tentato di difenderci», ha raccontato Brumotti. Autori del pestaggio, appunto, sono stati alcuni immigrati che ormai da anni hanno eretto il parco della Montagnola come propria piazza di spaccio. Eppure, come già denunciato con l’intervista a una cronista del Giornale, quando si tratta di aggressioni o molestie effettuate da parte di clandestini, non si assiste a un coro unanime di indignazione da parte del giornalismo e della politica.  Proprio oggi, per esempio, l’Ordine dei giornalisti, invita cittadini, associazioni, istituzioni a ritrovarsi a partire dalle ore 17, in piazza Anco Marzio a Ostia per difendere la legalità, la libertà di informazione e il diritto dei cittadini ad essere informati di partecipare. Ora aspetteremo una manifestazione simile a Bologna.

Nessuno ne parli – Sembra quasi che l’atteggiamento diffuso nel mondo della politica e dei media sia di diffidenza, come se si voglia dire all’inviato di Striscia «caro Brumotti, te la sei andata a cercare, non romperci le scatole». Ma sì, in fondo lo sanno tutti che in alcune zone delle città esiste lo spaccio gestito da clandestini: bisogna conviverci, anche se nei parchi – come quello di Bologna – ci giocano i bambini. Stesso atteggiamento verso le croniste del Giornale che hanno denunciato il degrado nel centro della Capitale, legato a doppio filo con una gestione fallimentare dell’immigrazione. Neanche una mail o un messaggio di solidarietà, da parte delle istituzioni o dai responsabili della categoria, alle due giornaliste che hanno denunciato con un video le molestie subite durante la passeggiata in cui si sono finte turiste. Eppure, di appelli alla difesa della donna e di lotta alla violenza se ne sentono ogni giorno. Niente da fare: quando la violenza è commessa da immigrati e clandestini arriva puntuale un’amnistia totalmente fuori luogo che fa assumere all’indignazione – quando scatta in casi come l’aggressione all’inviato di Nemo – un sapore ipocrita.

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