26 agosto 2019
Aggiornato 07:00
Regionali

Al via il voto in Sicilia: alle urne oltre quattro milioni e mezzo di cittadini

Oggi la Sicilia è chiamata a scegliere il suo 31esimo presidente della Regione. I seggi saranno apertidalle 8 alle 22, mentre lo spoglio inizia domani alle ore 8

Oggi i siciliani sono chiamati a votare il presidente della Regione
Oggi i siciliani sono chiamati a votare il presidente della Regione ANSA

PALERMO - Oggi la Sicilia è chiamata a scegliere il suo 31esimo presidente della Regione, la quarta volta da quando l'elezione è diretta. Al voto andranno circa 4 milioni e mezzo di cittadini che potranno recarsi alle urne dalle 8 alle 22. Lo scrutinio avrà invece inizio a partire dalle ore 8 di lunedì 6 novembre. Vengono eletti contestualmente il presidente della Regione e i componenti dell'Assemblea regionale. Questi ultimi successivamente voteranno per l'elezione del presidente del Parlamento siciliano. Si tratta della prima elezione con l'applicazione della legge costituzionale n. 3 del 2013 che ha Fatto scendere a 70 il numero dei deputati regionali (prima erano 90), che resteranno in carica per 5 anni. Lo svolgimento delle elezioni è disciplinato dalla legge regionale 20 marzo 1951, "Elezione dei Deputati all'Assemblea regionale siciliana». Il collegio elettorale per l'elezione del presidente della Regione coincide con l'intero territorio regionale; per l'elezione dei componenti dell'Assemblea, invece, il territorio della Regione è diviso in un numero di circoscrizioni pari al numero delle province regionali.

Come si vota in Sicilia
Candidato presidente e candidato parlamentare regionale vengono indicati all'interno della stessa scheda sulla quale l'elettore può esprimere due voti: uno per la lista regionale e uno per la lista provinciale. E' previsto il "voto disgiunto", con l'elettore che può votare una lista regionale e una lista provinciale non collegate fra loro. Nel caso in cui si ometta di votare per una lista regionale, il voto espresso per una lista provinciale va a favore della lista regionale che risulta collegata con la lista provinciale votata. E' proclamato presidente della Regione il capolista della lista regionale che ottiene il maggior numero di voti validi. Per quanto riguarda l'Assemblea regionale, la ripartizione dei seggi avviene con sistema proporzionale con correttivo maggioritario dei 70 seggi.

Voto disgiunto e pari opportunità
Sessantadue sono attribuiti in ragione proporzionale sulla base di liste di candidati concorrenti nei collegi elettorali provinciali. Uno va al presidente di regione eletto; uno al capolista della lista regionale che ottiene una cifra di voti validi immediatamente inferiore a quella conseguita dalla lista regionale risultata più votata. I restanti, fino ad un massimo di 6, vanno ai candidati del "listino" regionale del Presidente eletto. Non sono ammesse all'assegnazione dei seggi le liste che abbiano raccolto meno del 5% dei consensi. Per quanto riguarda la pari opportunità di genere, in ogni lista regionale i candidati dopo il capolista devono essere inseriti secondo un criterio di alternanza tra uomini e donne. In ogni lista provinciale il numero di candidati dello stesso sesso non può eccedere i due terzi del numero dei candidati da eleggere nel collegio.