«Teatro Pd», Renzi accoglie Gentiloni davanti alle telecamere. Ma il premier lo bacchetta
Il copione della giornata era pensato per celebrare l'unità del Pd e negare le voci di tensioni con il governo, ma non è andata benissimo...
NAPOLI - E' andato in scena il «teatro Pd»: il copione della giornata era pensato per celebrare l'unità del partito e negare le voci di tensioni con il governo. Matteo Renzi a Napoli riceve Paolo Gentiloni davanti alle telecamere per smentire i retroscena, ma quando il premier parla alla conferenza programmatica democratica le cose prendono una piega diversa. Renzi si lamenta dei giornalisti che sottolineano le divergenze e rimarca che Paolo Gentiloni è "a casa sua" quando va alle iniziative del Pd. "So che siete concentrati su qualche elemento di visione diversa che c'è stato...", ha esordito. "Questa è casa tua - ha poi aggiunto, rivolto a Gentiloni - "Ti diamo il benvenuto con gioia". Gentiloni risponde usando i suoi consueti toni pacati, ma dice cose nette, che suonano come tanti distinguo e appunti alla linea scelta dal leader Pd nelle ultime settimane. Il presidente del Consiglio richiama "l'unità", chiede di mettere da parte "le chiacchiere", ricorda che ci sono già "troppi" populisti nel ruolo di "agitatori di problemi" e che il Pd ha semmai "la responsabilità" di essere punto di riferimento "di ogni soluzione di governo", anche nella prossima legislatura. Il panorama politico è affollato di "propagandisti della paura" e a maggior ragione il Pd ha la "responsabilità" di essere "il pilastro di un governo capace di accompagnare la ripresa".
Tutti i distinguo di Gentiloni su Renzi
Gentiloni elogia più volte il lavoro del governo Renzi, ricorda la continuità tra il suo esecutivo e quello precedente guidato dal leader Pd ("Gli 80 euro", "Le riforme che abbiamo avviato?") ma poi inizia a elencare tutti i se e i ma, seppure sempre riconoscendo "la leadership" di Renzi. Inizia con un richiamo all'unità, certo rivolto anche ai critici del segretario, ma che suona anche come un messaggio ai distinguo degli ultimi giorni su Bankitalia: "Poche chiacchiere, gioco di squadra, e soprattutto: unità. Lo dico ai tanti sostenitori delle nostre divisioni. Abbiamo bisogno di gioco di squadra e di unità». Il Pd rappresenta la "sinistra di governo", quella che si "prende le proprie responsabilità", ora e anche nella prossima legislatura, perché sarà comunque il "perno fondamentale per una soluzione di governo".
"Devo tenere due giacche diverse, ma mi fa piacere la discussione"
Seduto accanto a Renzi spiega che "il fatto che il Pd discuta del suo programma è molto importante. Sembra scontato, in altre epoche lo era, nel contesto attuale non è così scontato. A me fa molto piacere. Naturalmente, come presidente del Consiglio devo tenere due giacche diverse, però fa molto piacere anche come presidente del Consiglio perché è un valore per il tessuto democratico del Paese». Ma "anche come dirigente del Pd" il premier apprezza il lavoro della conferenza programmatica: "Discutiamo del programma, ma in realtà discutiamo di chi siamo. E' fondamentale per un grande partito come il Pd proporre la sua visione. Questo è il Pd, il Pd è la sinistra di governo, che non può essere considerata specie in via di estinzione in Europa». "Abbiamo bisogno di essere credibili e di essere competitivi. Non aggressivi l'uno con l'altro, questo non ci manca. Ma competitivi nella competizione, essere in grado di vincere. Si gioca per vincere e governare, non c'è un altro gioco. Nel Pantheon del Pd non c'è de Coubertin...".
"Troppi agitatori della paura"
"Molto è stato fatto" cerca di autoconvincersi, e di convincere gli italiani, il Pd. "L'Italia comincia a riprendere fiato", come dimostrerebbe il rialzo del rating deciso da Standard and Poor's. Risultati ottenuti grazie all'azione del governo Renzi e di quello attuale, sottolinea ancora Gentiloni. Ora, aggiunge, ci sono ancora cose importanti come ius soli da fare, "e sono certo che il Pd non consentirà di dissipare questi risultati». Il punto è che "siccome solo il Pd può essere il pilastro di un governo capace di accompagnare la ripresa, questa responsabilità è ancora più grande. Nel campo di gioco ci sono troppi propagandisti della paura, troppi agitatori di problemi. Per questo c'è bisogno di una sinistra di governo. E dalla forza della sinistra di governo dipende il futuro di questo Paese".
"Renzi frequenta di più i vincenti che i perdenti della globalizzazione"
Gentiloni riconosce la bontà di misure come gli 80 euro, ma critica anche la tendenza del Pd a "frequentare più i vincenti che i perdenti della globalizzazione». "E' persino comprensibile", ha precisato, perché parlare con "chi ce l'ha fatta" può aiutare a offrire opportunità a tutti gli altri. "Ma ricordiamoci dei perdenti della globalizzazione». Il Pd deve lavorare ad un "assetto largo" in vista delle proprie elezioni e non si può "scherzare su questo». Soprattutto, ora bisogna attrezzarsi per le elezioni e, visto che la legge elettorale è ormai approvata, si deve lavorare ad una coalizione larga, aperta al centro e a sinistra. Infine, l'appello a Renzi: "Caro Matteo, con la tua leadership dobbiamo darci l'asseto più forte e competitivo, il che vuol dire un assetto largo, aperto verso il centro e verso la sinistra, il più largo possibile e il più possibile capace di vincere e di governare. Non possiamo permetterci di scherzare su questo. Dobbiamo metterci al lavoro con forza e con convinzione unitaria».
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