17 settembre 2019
Aggiornato 06:00
Giustizia e politica

Nuovo processo per corruzione a Formigoni, lui: «Fondato sul nulla»

L'ex governatore lombardo, già condannato a 6 anni nel procedimento sulla Fondazione Maugeri è stato rinviato a giudizio nel procedimento sul presunto giro di tangenti nella sanità lombarda

MILANO - Roberto Formigoni finisce ancora una volta sotto processo per corruzione. Questa mattina il gup di Milano, Alessandra del Corvo, ha disposto il rinvio a giudizio per l'ex governatore lombardo e per gli altri imputati nel procedimento sul presunto giro di tangenti nella sanità lombarda: l'ex direttore generale dell'assessorato alla sanità, Carlo Lucchina, e l'ex sottosegretario alla presidenza della Regione, Paolo Alli. Per loro il processo prenderà il via il 15 gennaio davanti ai giudici della Decima Sezione Penale di Milano. Stralciata, invece, la posizione dell'ex direttore generale dell'ospedale di Cremona, Simona Mariani: gli atti di indagine che la riguardano saranno trasmessi a Cremona per competenza territoriale.

Viaggi, vacanze e altro
Dopo essere stato condannato a 6 anni nel processo sul presunto giro di mazzette intorno alla Fondazione Maugeri di Pavia, Formigoni - presidente della giunta regionale lombarda per quattro mandati consecutivi, dal 1995 al 2013 - si ritroverà ancora una volta sul banco degli imputati. Anche in questo caso per i viaggi, le vacanze e le altre «utilità» che, secondo l'accusa, avrebbe ricevuto da un suo fedelissimo, l'ex consigliere regionale lombardo Massimo Gianluca Guarischi, per garantire un «trattamento preferenziale» alla Hermex Italia di Giuseppe Lo Presti, favorendo l'imprenditore in una serie di appalti per la fornitura di apparecchiature mediche in alcuni ospedali lombardi. Per la stessa vicenda Guarischi, ritenuto il presunto collettore delle tangenti e giudicato in un altro filone processuale, era già stato condannato a 5 anni con sentenza confermata in appello.

447mila euro per corromperlo?
Secondo gli inquirenti milanesi (l'inchiesta condotta dai pm Claudio Gittardi e Antonio d'Alessio, ora trasferiti ad altre procure, è stata «ereditata» dal pm Eugenio Fusco), avrebbe ricevuto da Lo Presti (che aveva già patteggiato la pena a 2 anni e 10 mesi) mazzette pari al 3% del valore degli appalti vinti dall'imprenditore. Complessivamente 447 mila euro serviti, sempre secondo l'ipotesi accusatoria, anche per corrompere Formigoni con una serie di benefit: vacanze di lusso in Sudafrica e Croazia, soldi in contanti, il noleggio di un aereo privato per andare Olbia e di un elicottero per volare a Saint Moritz, l'acquisito di un orologio Bulgari dal valore di 3.500 euro.