18 ottobre 2018
Aggiornato 10:45

Le lacrime di Formigoni dopo la condanna: «Ho perso tutto. Sono rimasto con 2mila euro»

In un'intervista al Corsera l'ex governatore della Lombardia si sfoga dopo la sentenza d'appello che lo ha condannato a 7 anni e 6 mesi per il caso Maugeri
Roberto Formigoni al Senato nel luglio 2017
Roberto Formigoni al Senato nel luglio 2017 (ANSA/GIUSEPPE LAMI)

MILANO - «Mi hanno messo al rogo perché ho governato bene». Roberto Formigoni è un fiume in piena e dopo la condanna in appello che ha aumentato la pena da 6 anni a 7 anni e 6 mesi per il caso Maugeri si sfoga in un'intervista al Corriere della Sera: «Ho perso tutto» dice. «Ho solo 2mila euro». Ma in un attimo l'ex presidente della Regione Lombardia passa dalla difesa al contrattacco. «Sono rimasto costernato. Ma costernato più per l’Italia che per me perché l’Italia una volta era la patria del diritto», spiega Formigoni nell’intervista. «Mi si accusa di aver favorito la Maugeri e il San Raffaele con delle delibere di giunta e una legge. Sono tutti atti collegiali e condivisi che hanno coinvolto funzionari, l’assessore alla Sanità e i colleghi di giunta che l’hanno votata. Perché solo Formigoni?». 

«Mai favorito i privati nella sanità»
Quanto all’accusa di aver favorito i privati, replica, «l’85 per cento di quei soldi è andata agli ospedali pubblici. Solo il 15 per cento ai privati. Inoltre, scomparso Formigoni, la Regione ha continuato a muoversi secondo il nostro modello riconoscendolo virtuoso ed efficiente». 

«Ora ho da parte solo 2mila euro»
E ora l’ex presidente della Regione Lombardia come vive? «Ho fatto le vacanze da un amico e vivo in casa con altre persone. Avevo da parte 2000 euro per un viaggio. Li ho messi via. È stragiusto che nessun altro sia stato condannato perché non abbiamo commesso nessun reato, ma non li ho commessi neanch’io. È un processo a venti anni di governo virtuoso della Lombardia. Mi hanno condannato al rogo e alla damnatio memoriae».