17 ottobre 2019
Aggiornato 03:00
Indipendentismi

Referendum autonomia, plebiscito in Veneto. Ma per Serracchiani «non è una vittoria leghista»

In Veneto il referendum per l'autonomia è stato un vero e proprio plebiscito. Ma la presidente del Friuli Venezia Giulia cerca di ridimensionare il risultato

La presidente della regione Friuli Venezia Giulia cerca di ridimensionare la vittoria del referendum sull'autonomia.
La presidente della regione Friuli Venezia Giulia cerca di ridimensionare la vittoria del referendum sull'autonomia. ANSA

MILANO – In Veneto il referendum per l'autonomia è stato un vero e proprio plebiscito. Il sì ha prevalso con il 98,1% dei consensi. E' il dato definitivo diffuso nel sito del Consiglio Regionale del Veneto. I no sono stati l'1,9%, ovvero 43.938. Ad andare ai seggi sono stati 2.328.949 elettori, pari al 57,2% e quindi ben oltre il quorum previsto. I voti validi sono stati 2.317.923, le schede bianche 5.165 pari allo 0,2%, le schede nulle 5.865 pari allo 0,3% e quelle contestate. In Lombardia, invece, l'affluenza è stata più bassa ma non si conoscono ancora i dati ufficiali: la stima sul dato finale oscilla tra il 38% e il 39% per un numero di votanti di circa 3 milioni. Il Sì raccoglie il 95,3%, il No il 3,9%; le schede bianche il restante 0.8%. La ragione del ritardo dei dati lombardi si spiega con alcune criticità tecniche che si sono verificate nel corso della notte a causa del voto elettronico.

Difficoltà tecniche in Lombardia
«Si sono registrate alcune criticità tecniche nella fase di riversamento dei dati delle rimanenti Voting Machine. Pertanto i risultati completi potranno essere resi noti nella giornata di oggi, ad operazioni concluse», comunica la Regione Lombardia. Probabilmente non prima delle ore 17. Fino ad ora, però, i promotori del referendum sull'autonomia possono dirsi soddisfatti. Il governatore del Veneto, dove la partecipazione è stata più forte e sentita, ha parlato di «una pagina storica» per il Paese definendo un «big bang» il risultato elettorale.

Zaia: Subito a Roma per trattare
«Altro che referendum inutile – sottolinea Zaia durante un'intervista rilasciata a La Repubblica -. Questo è il Big Bang delle riforme istituzionali. I veneti hanno scritto una indelebile pagina di storia. Oggi abbiamo cominciato il cammino verso l'autonomia in modo democratico, legale e coerente con la Costituzione. Abbiamo una grande opportunità per costruire il nostro futuro: ringrazio tutti e prometto che non ce la lasceremo sfuggire». Il governatore promette che verrà aperta subito una trattativa con Roma su tutte le materie previste dalla Costituzione e per trattenere i nove decimi «delle nostre tasse».

Serracchiani: Non è una vittoria leghista
«Il massiccio mandato popolare di oggi - spiega - rende ancora più imbarazzante l'eventuale melina romana. Noi siamo pronti, bastano poche settimane: se questo governo tirerà per le lunghe, sarà il prossimo, tra pochi mesi guidato da noi del centrodestra, a mantenere la parola», conclude Zaia. Intanto la presidente del Friuli Venezia Giulia, l'esponente dem Debora Serracchiani, cerca di ridimensionare la vittoria leghista sostenendo durante l'intervista su Rainews24 che: «Qualcuno cercherà di metterci una bandiera leghista sopra, ma è stata una vittoria di tutti» anche se «questo referendum si poteva evitare, è stato di pura propaganda politica, si poteva seguire senza fare la consultazione la strada intrapresa dall'Emilia Romagna di Stefano Bonaccini».