25 settembre 2021
Aggiornato 14:30
Giovani e lavoro

Poletti promette sgravi al 50% per l'assunzione di giovani

Il ministro ha spiegato che non è ancora stata individuata la platea dei beneficiari e al momento si va da un tetto di 29 anni a quello di 35 anni

ROMA - I primi tre anni di contratto a tempo indeterminato firmati dai giovani vedranno per le imprese uno sgravio attorno al 50% degli oneri previdenziali. Lo ha spiegato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, al termine di un incontro con i sindacati. Poletti ha aggiunto che non è ancora stata individuata la platea dei beneficiari e al momento si va da un tetto di 29 anni a quello di 35 anni.

Poletti ha spiegato che l'ipotesi «molto larga: fa riferimento alla possibilità di avere una decontribuzione che oggi indicativamente definiamo intorno al 50% degli oneri previdenziali che vorremmo destinare stabilmente alla platea dei giovani (non ancora definita: sapete che c'è una discussione in atto). In termini strutturali vuol dire che sempre i giovani che sono in quella condizione potranno usare questo strumento, quindi oggi chi ha l'età per poterlo fare lo potrà chiedere, se quest'anno non ha nessuno che gli offre un lavoro lo potrà fare il prossimo anno e questo varrà fra tre-quattro-cinque anni. Noi pensiamo ad una norma a regime, poi il Parlamento se vorrà potrà modificare l'impianto, ma siccome qualcuno ipotizza possa esserci una bolla» lo strumento deve essere strutturale.

«Strutturale - ha proseguito Poletti - vuol dire che varrà per tutti i giovani sempre per tre anni come verrà definita. Quindi varrà per un giovane oggi, per un giovane tra un anno, per un giovane fra cinque o sette anni, per un giovane che oggi ha 14 anni e tra tre anni ne ha 17 o 18 o 19, potrà valere per un giovane che oggi ha 22 anni e fra due anni troverà un'opportunità di lavoro». Il ministro ha parlato di un «diritto tra virgolette individuale» di «quel giovane che mantiene per tutto l'arco del tempo nel quale sta esattamente dentro quel tipo di categoria, quindi se decidiamo che l'età è N chi è entro quella situazione avrà la possibilità di spendere quella possibilità». Oltre alla platea anche il tetto di decontribuzione «è una discussione ancora aperta».

Quanto alla possibilità che la decontribuzione rimanga anche dopo i tre anni, sui è parlato di un taglio del 3 o 4%, Poletti ha affermato che è solo «una delle ipotesi che è circolata e in questo momento rimane allo stato dell'ipotesi perché ha delle implicazioni che devono essere valutate dal punto di vista dell'impatto sia economico che di relazione con le diverse situazioni perché può essere realizzata in tante forme diverse, non c'è un unica modalità di realizzazione». Per evitare il rischio di licenziamenti alla scadenza dei tre anni di decontribuzione, ha confermato, «noi naturalmente abbiamo previsto che ci sia una norma che blocchi i licenziamenti per limitare atteggiamenti scorretti. Poi gli oneri di licenziamento sono oggi già previsti dalla legge, quindi considero che sia poco razionale immaginare un'azienda che ha una persona che ha lavoratro tre anni, ha assunto delle competenze, e poi decide tre anni dopo di procedere ad un licenziamento pagando il costo di licenziamento per fare un'assunzione che a quel punto gli renderebbe di meno e costerebbe altettanto».