Cantiere centrodestra

Salvini: la quadra con Berlusconi si troverà, ma niente circensi e falliti al tavolo

Matteo Salvini, nonostante le difficoltà, crede ancora che una quadra con Silvio Berlusconi sia possibile trovarla, perlomeno sul piano di un programma comune. Ecco cosa pensa il segretario del Carroccio sul futuro del centrodestra

Il segretario della Lega Matteo Salvini
Il segretario della Lega Matteo Salvini (ANSA/DANIEL DAL ZENNARO)

ROMA - «Credo che alla fine la quadra con Berlusconi si troverà. Ai primi di settembre ci metteremo intorno a un tavolo e confronteremo i programmi. Credo al fatto che faremo un programma comune», ma niente lista unica, perché «dovrebbe prima cambiare la legge elettorale, altrimenti è inutile parlarne adesso» e «sono convinto che alla fine la legge elettorale rimarrà questa». Lo afferma, in una intervista al Corriere della Sera e in una alla Stampa, il segretario della Lega Nord Matteo Salvini.

Morti viventi
«Al tavolo però non voglio circensi e falliti» mette le mani avanti Salvini spiegando che per il centrodestra «un test saranno le elezioni siciliane. Lì Berlusconi deve scegliere: o me o Alfano. Io sono disponibile ad appoggiare il candidato della Meloni, Nello Musumeci. A un patto: che non ci sia il ritorno dei morti viventi». Il candidato premier? «Sono sicuro che alla fine una legge elettorale non si farà, perché Renzi ormai nel Pd non controlla più niente e nessuno - risponde -. Quindi la Lega alle elezioni insieme con Berlusconi e la Meloni, ma ognuno conserverà il suo simbolo. Chi prenderà un voto in più degli altri esprimerà il premier. E penso che sarà la Lega».

Lega
Salvini è fiducioso sul risultato. «Gli altri avranno tutto più di noi, i giornali, le tivù, le banche, i sindacati, le associazioni. Ma sono fiducioso. Alle urne, oltretutto, andrà una Lega «allargata» ben oltre i suoi confini, con in lista delle personalità che non ci sia spetta». Quanto al futuro della Lega e alle ultime dichiarazioni del suo fondatore Umberto Bossi, che non è stato tenero nei confronti di Salvini, il segretario del Carroccio ha le idee chiare: «Nella Lega ci sono state delle primarie e un congresso, e li ho vinti io. Alle amministrative abbiamo vinto dove con Bossi non avevamo mai vinto, pensi a Genova. Detto questo, continuo a pensare che Bossi sia un genio politico. E che se ha a cuore il destino della Lega e anche quello dell’Italia che, devo ricordarlo, per me non si ferma a Pavia, ci può dare ancora una grande mano»