16 ottobre 2019
Aggiornato 14:00
Riforma delle pensioni

Poletti: «Riforma Fornero andava fatta, ma più gradualmente»

E' l'opinione del ministro del Lavoro espressa durante il videoforum di Repubblica Tv condotto da Massimo Giannini

ROMA - La riforma Fornero, che ha innalzato seccamente i criteri di pensionamento alzandoli di 5 anni, «doveva essere fatta in maniera diversa e serviva una gradualità diversa» nel modificare i criteri di accesso alla pensione. E' l'opinione del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, espressa durante il videoforum di Repubblica Tv condotto da Massimo Giannini.

Il governo Gentiloni potrebbe allora reintervenire su tale riforma per ristabilire tali criteri di maggiore gradualità? «Noi - ha risposto Poletti - abbiamo cominciato a farlo con l'accordo che abbiamo fatto coi sindacati un anno fa. Abbiamo abolito l'aggancio all'aspettativa di vita per i lavori usuranti...abbiamo fatto un intervento come l'Ape sociale esattamente con questo spirito: produrre un elemento di flessibilità in uscita, e lo abbiamo fatto cercando di utilizzare un principio di equità, che è quello secondo cui chi ha lavori più pesanti, chi è disoccupato, chi accudisce persone disabili o con problematicità - le fasce socialmente più fragili o in difficoltà - sono le prime a essere aiutate a guadagnare questo risultato». Poletti ha poi difeso il Jobs Act, elencando i dati sugli occupati recuperati rispetto al picco della crisi. «Oggi - ha detto - il mercato del lavoro è migliorato», rivendicando di aver «abolito i co.co.pro. e i finti lavoratori autonomi», che ora sono «contratti a tempo determinato o indeterminato: se facessimo un bilancio complessivo di tutte le forme di lavoro, possiamo concludere che oggi è meglio di ieri». Quanto ai giovani, il ministro del Lavoro ha anticipato un «investimento sull'occupazione dei giovani, lavorando su formazione e accompagnamento al lavoro». Servono inoltre «incentivi ai salari di produttività» mirati a una maggiore competitività delle imprese. Ultimo ma non ultimo, per il Governo è un intervento sul cuneo fiscale. Secondo Poletti occorre «abbassarlo perché a un'impresa convenga assumere un giovane, ma soprattutto stiamo pensando a come renderlo definitivo, così che il lavoro stabile costi stabilmente meno di quello precario».