17 giugno 2019
Aggiornato 15:00
Riforma delle pensioni

Poletti: «Riforma Fornero andava fatta, ma più graduale»

E' l'opinione del ministro del Lavoro espressa durante il videoforum di Repubblica Tv condotto da Massimo Giannini

ROMA - La riforma Fornero, che ha innalzato seccamente i criteri di pensionamento alzandoli di 5 anni, «doveva essere fatta in maniera diversa e serviva una gradualità diversa» nel modificare i criteri di accesso alla pensione. E' l'opinione del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, espressa durante il videoforum di Repubblica Tv condotto da Massimo Giannini.

GRADUALITÀ - Il governo Gentiloni potrebbe allora reintervenire su tale riforma per ristabilire tali criteri di maggiore gradualità? «Noi - ha risposto Poletti - abbiamo cominciato a farlo con l'accordo che abbiamo fatto coi sindacati un anno fa. Abbiamo abolito l'aggancio all'aspettativa di vita per i lavori usuranti... abbiamo fatto un intervento come l'Ape sociale esattamente con questo spirito: produrre un elemento di flessibilità in uscita, e lo abbiamo fatto cercando di utilizzare un principio di equità, che è quello secondo cui chi ha lavori più pesanti, chi è disoccupato, chi accudisce persone disabili o con problematicità - le fasce socialmente più fragili o in difficoltà - sono le prime a essere aiutate a guadagnare questo risultato».

JOBS ACT - Poletti ha poi difeso il Jobs Act, elencando i dati sugli occupati recuperati rispetto al picco della crisi. «Oggi - ha detto - il mercato del lavoro è migliorato», rivendicando di aver «abolito i co.co.pro. e i finti lavoratori autonomi», che ora sono «contratti a tempo determinato o indeterminato: se facessimo un bilancio complessivo di tutte le forme di lavoro, possiamo concludere che oggi è meglio di ieri».

GIOVANI - Quanto ai giovani, il ministro del Lavoro ha anticipato un «investimento sull'occupazione dei giovani, lavorando su formazione e accompagnamento al lavoro». Servono inoltre «incentivi ai salari di produttività» mirati a una maggiore competitività delle imprese. Ultimo ma non ultimo, per il Governo è un intervento sul cuneo fiscale. Secondo Poletti occorre «abbassarlo perché a un'impresa convenga assumere un giovane, ma soprattutto stiamo pensando a come renderlo definitivo, così che il lavoro stabile costi stabilmente meno di quello precario».