19 novembre 2019
Aggiornato 18:00
Cronaca nera

Isernia, ucciso con la soda caustica in ospedale. Arrestata un'infermiera

Le indagini per la morte di un anziano all’ospedale di Isernia sono giunte a una svolta, è stata arrestata un’infermiera con l’accusa di omicidio: gli ha fatto bere della soda caustica

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Ospedale Shutterstock

ISERNIA – Omicidio volontario, questa l’accusa per una infermiera di 45 anni arrestata in seguito alla morte di Celestino Valentino, 77 anni, di Pratella (Caserta), ricoverato in una corsia dell’ospedale di Venafro (Isernia). L’anziano era giunto dall’ospedale Santissimo Rosario di Venafrio (Isernia) dove era ricoverato da mesi per un’ischemia cerebrale che lo aveva pressoché paralizzato. Il fatto è avvenuto il 22 giugno dello scorso anno, ma le indagini sono giunte a una svolta soltanto ora, così come riferito dalle autorità. Tutti i particolari saranno svelati oggi alle 10:30 durante una conferenza stampa che si terrà in Procura. Al momento si sa che l’unica indagata, l’infermiera, è stata arrestata.

La vicenda
Come detto era il 22 giugno del 2016 quando durante una visita in ospedale, la moglie e la figlia del sig. Valentino lo trovarono in condizioni disperate. La figlia, anche lei infermiera presso la struttura, si è subito resa conto della gravità della situazione e ha chiamato subito i soccorsi. Il povero anziano presentava gravissime lesioni alla bocca e alla trachea, causate con tutta probabilità dalla soda caustica che gli era stata fatta bere dall’accusata. La soda caustica, infatti, è altamente corrosiva. Trasferito d’urgenza all’ospedale di Isernia, il sig. Valentino morì alcuni giorni dopo.

Le indagini
I sospetti sono subito caduto su un’infermiera di 45 anni che aveva lavorato al Santissimo Rosario di Venafro ma che, suo malgrado, era stata trasferita all’ospedale di Isernia. E proprio questo fatto pare sia stato il movente dell’omicidio. La figlia dell’anziano Valentino non era infatti stata trasferita perché aveva usufruito della Legge 104 per via delle condizioni di salute del padre. Per cui, secondo gli investigatori, proprio il trasferimento potrebbe essere stato il motivo scatenante – ma questo sarà chiarito dalle autorità. Quello che tuttavia ha subito fatto sospettare dell’infermiera è presunto un filmato registrato delle telecamere a circuito chiuso di un negozio a pochi metri dell’ospedale di Venafro. Nelle immagini pare si veda l’infermiera mentre acquista della soda caustica. Le indagini sono durate ben un anno, e ora la famiglia Valentino – che in una lettera aperta tre mesi fa espresse rammarico perché il responsabile dell’atroce crimine non era ancora stato assicurato alla giustizia – potrà finalmente sapere chi è stato, perché e sperare sia fatta giustizia.