26 giugno 2019
Aggiornato 20:00
Elezioni amministrative

Padova in controtendenza: Sergio Giordani è il nuovo sindaco

L'ex presidente del Padova Calcio, candidato del centrosinistra, conquista col 51,8% Palazzo Moroni dopo un testa a testa al cardiopalma con il sindaco uscente, il leghista Massimo Bitonci che si ferma al 48,1%

PADOVA - Sergio Giordani è il nuovo sindaco di Padova dove il centrosinistra vince in controtendenza rispetto al risultato delle altre città giunte al ballottaggio per le comunali. L'ex presidente del Padova Calcio, candidato del centrosinistra, conquista col 51,8% (47.888 voti) Palazzo Moroni dopo un testa a testa al cardiopalma con il sindaco uscente, il leghista Massimo Bitonci che si ferma al 48,1% (44.488 voti),in tutto sono 3500 che hanno marcato la distanza tra i due candidati. Padova, città contendibile ma che ha visto nell'età del bipolarismo una prevalenza del centrosinistra alla guida della città, torna a scegliere la via progressista dopo il travagliato triennio del centrodestra capitanato da Bitonci. Quest'ultimo, già sindaco di Cittadella, perse la propria maggioranza consigliare a Padova nel novembre scorso a seguito di una mozione di sfiducia, sottoscritta da numerosi consiglieri di centrodestra. Circostanza, alquanto inusuale nell'epoca ormai ultreventennale dell'elezione diretta del sindaco. Il clamoroso voltafaccia giunse a seguito di reiterati atteggiamenti di chiusura da parte dell'ex sindaco nei confronti delle realtà civiche, associative, ecclesiali che animano e intessono una città complessa come Padova.

Sergio Giordani entra a Palazzo Moroni sulle note di «Bella Ciao», sospinto da una strabocchevole folla. Al suo fianco Arturo Lorenzoni, leader di Coalizione Civica (raggruppamento di liste orientate a sinistra) designato vicesindaco. Decisivi per la vittoria di Giordani sono stati in primis l'apparentamento con le anzidette liste capitanate da Lorenzoni, giunte al primo turno al 23% dei consensi (Giordani aveva raggrannellato il 29%), in secondo luogo l'operazione di inclusione già al primo turno nella coalizione Giordani di componenti di area moderata, soprattutto espressione di quelle aree ex centrodestra, forse un po' troppo sbrigativamente ignorate e spesso zittite dal sindaco uscente.

La città del Santo ha registrato nel giorno del ballottaggio la più alta affluenza alle urne tra le città al voto. Tale concorso partecipativo ha probabilmente consentito a Bitonci di mantenere compatto il suo elettorato. Ma non è bastato. Il risultato di Padova rappresenta, dal punto di vista delle valenze politiche nazionali, la validità del «modello Ulivo», per certi versi addirittura della formula «Unione». Si è affermato al ballottaggio uno schieramento che abbraccia l'arco che passa dal centro moderato fino alla sinistra radicale. Naturalmente ogni paragone con una competizione di dimensione cittadine, animata da prevalenti liste civiche, non può essere tradotto in uno schema di respiro nazionale. Ma un certo spirito «prodiano» si può leggere tra le righe di questo risultato. L'episodio ischemico che ha colpito Giordani durante i giorni della campagna elettorale, obbligandolo a una sosta di 20 giorni, non ha intaccato la capacità del candidato del centrosinistra di attrarre voti. Segno che la città aveva davvero voglia di cambiare.